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lunedì 11 maggio 2020

Coronavirus, il diario da Milano/maggio 2020_2




Diario giornaliero del Coronavirus in Italia e in particolare a Milano, a partire dal Giorno 1, quello che ha fatto registrare la prima vittima dovuta al Covid-19 (era il 21 febbraio 2020).


Nona parte (11-20maggio 2020).


Clicca qui per andare al diario da Milano del Coronavirus dal 21 maggio 2020 (decima parte)


90° giorno - Mercoledì 20 maggio 2020

Ieri c'è stato un rialzo dei numeri che riguardano contagi e morti per coronavirus, soprattutto in Lombardia. Tutti lo aspettavamo, dopo due settimane dall'inizio della Fase 2, ma ora che puntualmente si è verificato nessuno sembra accorgersene, nessuno sembra volerne parlare.

Tutti siamo molto concentrati sulla riapertura di negozi, bar e ristoranti e numeri che solo un mese fa ci facevano spavento ora ci sembrano non degni di essere commentati.

Ma va bene probabilmente così. È un discorso che abbiamo già fatto più volte, in questi 90 giorni di emergenza, ma che oggi è più giustificato che in altri momenti.

Prima di tutto il numero di ricoverati in terapia intensiva continua a diminuire, e questa è la notizia migliore. Si è allentata, insomma, la morsa che teneva sotto scacco gli ospedali, soprattutto quelli del nord Italia, che piano piano stanno tornando alla normalità.

Poi non si poteva aspettare oltre a mettere in circolo la gente, a rigenerare la voglia di vita sociale, a far riprendere l'economia spicciola, quella che ci riguarda più da vicino. Non si può sapere quanti negozi, quanti ristoranti non sopravviveranno a questa crisi senza precedenti, ma è doveroso per noi – intesi come comunità – fare in modo che siano il meno possibile.

Per quanto ci riguarda, da lunedì abbiamo deciso di scendere nel bar qui sotto casa a bere caffè e cappuccino, anche se non l'abbiamo mai fatto prima, ci sembra di poter dare, così, un piccolo aiuto al nostro "amico" che salutiamo da sempre attraverso la vetrina.

Abbiamo ripreso a ordinare le pizze da asporto, anche se solo un mese fa ci sembrava una cosa che forse era meglio evitare.

Abbiamo appoggiato e rilanciato un'iniziativa che vede una compagnia teatrale milanese proporre un suo spettacolo attraverso una piattaforma digitale...

Ogni piccolo gesto, oggi, può essere prezioso per aiutare chi faticosamente deve riprendersi la vita, il lavoro.

È il momento, questo, delle "micro donazioni" ben distribuite. Che poi, a ben guardare, non sono nemmeno donazioni: tu paghi qualcosa che ti viene offerto. Più giusto chiamarle "micro attenzioni": se tutti facciamo la nostra piccola parte, anche chi oggi vede il suo futuro in nero potrà tornare a respirare, pian piano.

E ora scusate se mi fermo qui, devo scendere a bere il caffè.

Rullo di tamburi... ed ecco i numeri del giorno, con il solito confronto con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 227.364 (+665) / 226.699 (+813) / 225.886 (+451) / 225.435 (+675)
  • decessi totali: 32.330 (+161) / 32.169 (+162) / 32.007 (+99) / 31.908 (+145)
  • guariti totali: 132.282 (+2.881) / 129.401 (+2.075) / 127.326 (+2.150) / 125.176 (+2.366)
Tamponi effettuati: 67.195 (ieri erano stati 63.158). Persone in terapia intensiva: 676 (40 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 52.452 (ieri erano 54.422).

Lombardia
  • contagi totali: 85.775 (+294) / 85.481 (+462) / 85.019 (+175) / 84.844 (+326)
  • decessi totali: 15.662 (+65) / 15.597 (+54) / 15.543 (+24) / 15.519 (+69)
  • guariti totali: 43.442 (+849) / 42.593 (+190) / 42.403 (+508) / 41.895 (+506)
Tamponi effettuati in Lombardia: 11.508 (ieri erano stati 14.918). Persone in terapia intensiva: 231 (ieri erano 244). 

A Milano si sono registrati 8 nuovi casi (ieri erano stati 49).




89° giorno - Martedì 19 maggio 2020

La notizia che oggi mi fa più incuriosire è che negli Stati Uniti molte persone si sono contagiate partecipando alle contestazioni di strada contro la chiusura totale dovuta al coronavirus. Il fatto di essersi riuniti nelle strade e nelle piazze gli uni vicino agli altri, spesso anche senza dispositivi di sicurezza, ha rappresentato una vera e propria bomba virologica che ha mietuto centinaia e centinaia di vittime.

Affari loro, verrebbe da dire, se non fosse che molti contestatori si sono fatti viaggi lunghissimi negli States per partecipare alle varie manifestazioni in programma nelle grandi città e che una volta tornati a casa, spesso in cittadine isolate della provincia americana, hanno agito da veri e propri untori diffondendo il Covid-19 anche dove fino a quel momento non era arrivato.

Forse chi anche in Italia sta organizzando assembramenti di protesta in un momento così delicato dovrebbe pensarci bene prima di chiedere alla gente di scendere in piazza gomito a gomito, ne va della salute di tutti noi. Meglio sarebbe organizzare proteste su qualche piattaforma per videoconferenze, no?

Ieri abbiamo festeggiato l'inizio della fase 2 della Fase 2 con un aperitivo casalingo insieme a una coppia di amici. All'inizio eravamo tutti un po' intimiditi: niente abbraccio per saluto, scarpe tolte all'entrata, mascherina sì, mascherina no, sedie a distanza... Imbarazzo che è durato pochi minuti, il prosecco e le olive hanno subito sciolto l'atmosfera e alla fine di tutto sembrava fin strano doversi reindossare la mascherina per tornare a casa.

La riprova che ci metteremo davvero poco a tornare alle vecchie abitudini (con tutti gli aspetti positivi ma anche negativi che questo comporta).


Ecco i numeri del giorno, con il confronto con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 226.699 (+813) / 225.886 (+451) / 225.435 (+675) / 224.760 (+875)
  • decessi totali: 32.169 (+162) / 32.007 (+99) / 31.908 (+145) / 31.763 (+153)
  • guariti totali: 129.401 (+2.075) / 127.326 (+2.150) / 125.176 (+2.366) / 122.110 (+2.605)
Tamponi effettuati: 63.158 (ieri erano stati 36.406). Persone in terapia intensiva: 716 (33 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 54.422 (ieri erano 55.597).

Lombardia
  • contagi totali: 85.481 (+462) / 85.019 (+175) / 84.844 (+326) / 84.518 (+399)
  • decessi totali: 15.597 (+54) / 15.543 (+24) / 15.519 (+69) / 15.450 (+39)
  • guariti totali: 42.593 (+190) / 42.403 (+508) / 41.895 (+506) / 41.389 (+427)
Tamponi effettuati in Lombardia: 14.918 (ieri erano stati 5.078). Persone in terapia intensiva: 244 (ieri erano 252). 

A Milano si sono registrati 49 nuovi casi (ieri erano stati 24).

La Lombardia continua a essere la regione più problematica d'Italia. In un giorno in cui i numeri sono purtroppo per lo più negativi – tranne quelli che riguardano i ricoverati in terapia intensiva, che meno male continuano a scendere – nella nostra regione si registrano circa la metà dei nuovi contagi e un terzo di tutti i morti d'italia.

Significativo il dato dei nuovi contagi: a fronte di un numero di tamponi eseguiti in Lombardia che è meno di un quarto di quelli totali in Italia, i nuovi contagiati sono ben la metà di quelli italiani. Facendo un calcolo a spanne, questo significa che in Lombardia i contagiati sono potenzialmente almeno cinque volte tanto rispetto a quelli di tutto il resto d'Italia (la proiezione è di 1.850 contro 350)!



88° giorno – Lunedì 18 maggio 2020

Signori, si riapre. Oggi 18 maggio 2020 siamo un po' tutti come le farfalle che escono dal bozzolo. Presto capiremo se possiamo davvero (ri)cominciare a volare.

Dopo discussioni, anticipazioni, interpretazioni, litigi notturni tra Governo e Regioni oggi ci sembra di avere finalmente capito di quali parti della nostra vita ci possiamo reimpossessare.

Di sicuro sappiamo che riaprono negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, musei, stabilimenti balneari e uffici pubblici. Altrettanto certi siamo che l'apertura di piscine, palestre e centri sportivi è stata rimandata al 25 maggio, anzi, in Lombardia a inizio giugno.

La riapertura deve sottostare ovviamente a precise regole di prevenzione alla diffusione del contagio.

Cominciamo dai ristoranti: ai tavoli bisogna rispettare la distanza minima di 1 metro, ma se al tavolo ci sono persone che convivono abitualmente (ad esempio una famiglia come la nostra: due genitori e due figli) la distanza non è richiesta. In questo caso lo si deve dire al ristoratore con anticipo, in fase di prenotazione, cosi che possa preparare un tavolo più piccolo e senza le precauzioni dovute per commensali non conviventi. Le tanto temute barriere in plexiglass non sono obbligatorie ed è pensabile che in rari casi saranno predisposte dai ristoratori: chi ha voglia di uscire a cena con amici e avere, per tutta la serata, l'impressione di stare all'ufficio postale?

I ristoranti devono conservare per almeno 14 giorni i nominativi dei clienti e, in Lombardia, sono tenuti a misurare la temperatura delli stessi clienti al momento del loro arrivo.

Al bar ci si può andare, ma sono vietati i buffet durante gli aperitivi. Nel locale bisogna indossare la mascherina, che può essere tolta – ma va?!? – quando si beve. Al banco e seduti ai tavolini è necessario osservare la distanza di un metro. I tavoli dovranno essere disinfettati dopo ogni utilizzo. Sono consigliati menu usa e getta o, meglio ancora, menu digitali che possono essere letti direttamente sul cellulare. Chi può, potrà "allargarsi" mettendo tavolini all'esterno, magari sfruttando – per quanto riguarda la nostra città – la delibera del Comune di Milano che, come ha sottolineato qualche giorno fa il Sindaco Beppe Sala, ha stabilito la sospensione di tutti i pagamenti per occupazione del suolo pubblico.

Nei negozi bisognerà indossare i guanti monouso forniti dal negoziante. Se di abbigliamento o di scarpe, sarà possibile provare i capi nei camerini, il cui accesso sarà ovviamente contingentato. I negozianti non saranno obbligati a bonificare vestiti o scarpe dopo la prova, gli esperti hanno detto che non serve.

Sedute presso parrucchieri e centri estetici devono essere obbligatoriamente prenotate, vietato sostare nei negozi in attesa. La mascherina deve essere indossata anche dal cliente, a meno che il trattamento (ad esempio radere la barba) non ne richieda la rimozione. Anche in questo caso i nominativi dei clienti devono essere conservati dai titolari per almeno 14 giorni. Vietate le riviste, addio dunque alla lettura dei Quattroruote del 2016 e dei Vanity Fair con Cindy Crawford in copertina.

In generale, tutti – bar, ristoranti, negozi, ecc. – devono mettere a disposizione dei clienti prodotti igienizanti e, se provvisti di impianto di aria condizionata, devono spegnere la funzione di ricircolo dell'aria. In tutti i casi, devono essere favoriti i pagamenti in forma elettronica.

Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, la buona notizia è che si possono invitare amici a casa, sempre mantenendo a tavola il metro di distanza e ci si può spostare liberamente all'interno del territorio della propria regione, in Lombardia sempre indossando la mascherina, anche all'aperto (in altre regioni questo obbligo è stato eliminato). E si può giocare a tennis, ma solo in singolare.


La solita occhiata ai numeri del giorno, confrontati con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 225.886 (+451) / 225.435 (+675) / 224.760 (+875) / 223.885 (+789)
  • decessi totali: 32.007 (+99) / 31.908 (+145) / 31.763 (+153) / 31.610 (+242)
  • guariti totali: 127.326 (+2.150) / 125.176 (+2.366) / 122.110 (+2.605) / 120.205 (+4.917)
Tamponi effettuati: 36.406 (ieri erano stati 60.101). Persone in terapia intensiva: 749 (13 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 55.597 (ieri erano 57.278).

Lombardia
  • contagi totali: 85.019 (+175) / 84.844 (+326) / 84.518 (+399) / 84.119 (+299)
  • decessi totali: 15.543 (+24) / 15.519 (+69) / 15.450 (+39) / 15.411 (+115)
  • guariti totali: 42.403 (+508) / 41.895 (+506) / 41.389 (+427) / 40.962 (+2.934)
Tamponi effettuati in Lombardia: 5.078 (un po' pochi... ieri erano stati 11.809). Persone in terapia intensiva: 252 (ieri erano 255). 

A Milano si sono registrati 24 nuovi casi (ieri erano stati 56).

Le persone morte in Italia tornano a essere sotto il centinaio, non accadeva dal 9 marzo scorso.

La tanto temuta scadenza delle due settimane dall'inizio della Fase 2 non ha sortito numeri negativi, anzi, i dati dei contagi e dei decessi sono in netto miglioramento.



87° giorno - Domenica 17 maggio 2020

Questa mattina, anche se è domenica, mi sono svegliato presto per andare a fare quattro passi salutari con i vecchi amici – Gianguido e Demostene – naturalmente indossando le mascherine e rispettando le distanze di sicurezza.

Il tempo non è fantastico, no, ma la temperatura è abbastanza mite, si può camminare piacevolmente.

A un certo punto, nel nostro girovagare, passiamo davanti alla casa di una coppia nostra amica – Vittorio e Laura – che ci vede e ci offre un caffè, naturalmente in giardino, sempre tutti a distanza. Il tempo di una chiacchierata e via, dopo i saluti con il gomito, si torna a casa.

Siamo stati fuorilegge? Ah, saperlo... ce lo siamo chiesti tutti ma nessuno ha saputo dare una risposta precisa. In fondo abbiamo camminato per fare un po' di moto, e questo si può. Abbiamo causalmente incontrato due amici, e anche questo credo non sia vietato. Abbiamo bevuto un caffè all'aperto, rispettando distanze ed evitando i contatti, possibile che non lo si possa fare?

In questi due giorni vissuti nella mia cittadina di nascita ho cercato di capire quali differenze ci siano tra l'emergenza vissuta in città e l'emergenza vissuta in un paese di montagna.

Qui, non so perché, mi hanno fatto più impressione le code fuori dai negozi. Forse le strade sono più piccole e la gente in attesa la si nota di più, o forse in città siamo più abituati a vedere gente sui marciapiedi, fatto sta che qui l'impatto per me è stato diverso, l'ho trovato meno assorbito dal contesto circostante.

Anche entrando nei negozi si avverte una maggiore "tensione". Le mille regole – disinfettati le mani, metti la mascherina, indossa i guanti, usa obbligatoriamente il carrello, segui questo percorso, ecc. – sono scritte e appiccicate un po' d'appertutto, con molta più insistenza rispetto ai supermercati di città, dove vige una certa qual anarchia e ognuno fa (quasi) quello che vuole. Ma qui, a differenza che a Milano, nei supermercati trovi i guanti usa e getta - 9,90 euro il pacco da 100 –, un vero miracolo per noi cittadini!

Nonostante questo, la gente mi sembra più rilassata, quando la si incontra nelle vie, anche perché qui, pur essendo Lombardia, il virus ha inciso davvero poco. Tutti girano con le mascherine, ma si incontra anche chi la tiene abbassata, soprattutto se è ferma a parlare con qualcuno (proprio nel momento in cui dovrebbe invece assolutamente essere indossata!).

Quando incroci una persona, qui, ti accorgi che ti guarda con insistenza negli occhi. Si capisce chiaramente che si sta chiedendo «Ma questo chi è?». Qui ci si conosce quasi tutti e la persona "nuova" desta sospetto: «Sarà mica un untore?»...

Bello quando ci si riconosce: «Ah, sei tu... tra capelli lunghi e mascherina non ti avevo riconosciuto, come va a Milano, è dura per voi, eh...» (detto con un misto di commiserazione ma anche, in certi casi, con un poco di soddisfazione). E io a spiegare che sì, è dura, ma che però riusciamo anche lì a far andare avanti la nostra vita con una parvenza di normalità, che è ovviamente una normalità diversa da prima, ecc. ecc. ecc.

Di ragazzi in giro se ne vedono pochi anche qui, come in città. I miei amici raccontano che anche i loro figli 15/20enni non hanno alcuna fretta di uscire di casa.

Si tende a parlare ad alta voce, si ha l'impressione che la mascherina attutisca i suoni, e si vedono un sacco di negozianti che lavano le vetrine o li si nota che, attraverso queste, sistemano gli interni dei negozi, dei bar, dei ristoranti che apriranno nei prossimi giorni.

Si parla molto in giro, i capannelli di persone, a debita distanza l'una dall'altra, sono numerosi. L'oggetto delle discussioni non è tanto la situazione sanitaria, che qui come ho detto ha colpito meno che altrove, ma soprattutto quello che verrà nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi.

Chi più, chi meno, tutti sono preoccupati per la loro attività, finora non sono stati rassicurati dai vari DPCM, anzi. Aspettano di capire bene alcuni aspetti che ancora sono oscuri, ma nessuno di quelli che hanno attività che hanno riaperto nei giorni scorsi o che riapriranno nei prossimi giorni si mostra particolarmente ottimista.

Tasse, Iva, cassa integrazione, incentivi, misure di sicurezza sanitaria, prestiti, mutui, ... tutto appare molto fumoso, a riprova che questo è il momento più critico dell'emergenza, quello che coinvolge tutti, a tutti i livelli, e risparmia davvero pochi fortunati. Tra qualche mese, purtroppo, in pochi si ricorderanno delle morti per Covid-19 e dello sforzo sovrumano compiuto dal personale sanitario per cercare di salvare migliaia di vite. Non ci sarà più il tempo, e forse nemmeno la voglia, di pensare ai morti, l'attenzione sarà rivolta necessariamente ai vivi (e al loro desiderio di sopravvivere).

Già oggi, in un momento in cui l'emergenza è tutt'altro che finita, si avverte come la direzione verso cui stiamo andando sia questa.


Vediamo i numeri del giorno, confrontati con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 225.435 (+675) / 224.760 (+875) / 223.885 (+789) / 223.096 (+992)
  • decessi totali: 31.908 (+145) / 31.763 (+153) / 31.610 (+242) / 31.368 (+262)
  • guariti totali: 125.176 (+2.366) / 122.110 (+2.605) / 120.205 (+4.917) / 115.288 (+2.747)
Tamponi effettuati: 60.101 (ieri erano stati 69.179). Persone in terapia intensiva: 762 (13 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 57.278 (ieri erano 60.470).

Lombardia
  • contagi totali: 84.844 (+326) / 84.518 (+399) / 84.119 (+299) / 83.820 (+522)
  • decessi totali: 15.519 (+69) / 15.450 (+39) / 15.411 (+115) / 15.296 (+111)
  • guariti totali: 41.895 (+506) / 41.389 (+427) / 40.962 (+2.934) / 38.568 (+487)
Tamponi effettuati in Lombardia: 11.809 (ieri erano stati 14.145). Persone in terapia intensiva: 255 (ieri erano 268). 

A Milano si sono registrati 56 nuovi casi (ieri erano stati 34).

Domani una gran parte di attività economiche e commerciali torneranno ad aprire e torneranno a essere consentiti tutti gli spostamenti all'interno della propria regione. Domani, 18 maggio, saranno passate due settimane dall'inizio della Fase 2 e sarà dunque possibile cominciare a fare un bilancio sugli effetti provocati dall'apertura del 4 maggio (sappiamo che il virus ci mette circa 2 settimane prima di produrre i suoi effetti sulle persone contagiate).

La prossima settimana sarà decisiva per capire se possiamo andare avanti o se dobbiamo tornare indietro. Una cosa ci tranquillizza: il fatto che il Governo abbia deciso di allargare le aperture proprio adesso lo interpretiamo come un segnale che i dati in suo possesso siano positivi.




86° giorno – Sabato 16 maggio 2020

Oggi siamo in trasferta in Valtellina, a trovare la nonna che non vediamo da Natale. Abbiamo preso un'auto a noleggio ed eccoci qui, tra le montagne.

Devo dire che l'idea di spostarmi in auto, dopo cinque mesi di non guida mi sembrava strana, ieri pomeriggio. Qualcuno mi aveva detto che la non abitudine alla velocità ti procura qualche fastidio. Per quanto mi riguarda non ho avuto nessuna reazione negativa, forse perché non avendo l'automobile ormai da quasi due anni, la uso comunque sempre con molta parsimonia, indipendentemente dal Covid.

Aspetto positivo: il costo dell'auto per questi tre giorni è stato davvero basso, un vero affare, fosse sempre così... Un piccolo problema l'ho però avuto nel momento in cui ho avuto l'esigenza di spostarmi coi mezzi pubblici fino in Stazione Centrale, dove l'ho noleggiata. Al momento di uscire di casa mi sono accorto di avere un solo guanto e si sa che sui mezzi pubblici i guanti sono obbligatori.

Avevo provato nei giorni scorsi a comprarli in farmacia, senza trovarli, e nel supermercato dove facciamo abitualmente la spesa, anche qui senza fortuna. Ho pensato che sulla strada tra casa e la metropolitana c'è un negozio di saponi, detersivi, ecc. Mi sono affacciato e ho chiesto se avevano guanti. «Mi spiace...», mi ha risposto la proprietaria, con l'aria rassegnata di chi deve dare questa risposta almeno cento volte al giorno. «Che fregatura – ho pensato ad alta voce – devo prendere la metropolitana e ho un solo guanto...». Senza esitare la donna mi ha detto «Guardi, gliene do uno dei miei» e non ha voluto che glielo pagassi.

Queste sono le cose che ti fanno essere felici di abitare in questa città. Piccoli gesti che ti cambiano la giornata. Grazie sconosciuta negoziante, quando dovrò comprare saponi ecc. verrò sicuramente da te!

È sabato, eccoci alla consueta analisi dei numeri mondiali di diffusione del Covid-19, confrontati con quelli di una settimana fa (sabato 9 maggio):


  1. USA (=)                    1.444.870 contagiati         erano 1.283.929        + 160.941
  2. Russia (+3)                  272.043 contagiati           erano 187.859           + 84.184
  3. Regno Unito (+1)        238.004 contagiati           erano 212.629          + 25.375
  4. Spagna (-2)                 230.698 contagiati            erano 222.857             + 7.841
  5. Italia (-2)                223.885 contagiati        erano 217.185            + 6.700
  6. Brasile (+2)                  220.291 contagiati           erano 146.894           + 73.397
  7. Francia (-1)                 179.630 contagiati           erano 176.202              + 3.428
  8. Germania (-1)            175.715 contagiati           erano 170.588              + 5.127
  9. Turchia (=)                  146.457 contagiati           erano 135.569            + 10.888
  10. Iran (=)                        118.392 contagiati            erano 104.691           + 13.701
Seguono in classifica: India (86.596), Perù (84.495), Cina (84.038), Canada (75.963), Belgio (54.989), Arabia Saudita (52.016), Messico (45.062), Olanda, Chile, Pakistan, Ecuador, Qatar e Svizzera.

La Russia ha scalato posizioni e ora è seconda solo agli Stati Uniti, incalzata dal Regno Unito, che in un colpo solo ha scavalcato Spagna e Italia.

Come era previsto, salgono prepotentemente il Brasile, l'India e il Perù, mentre la Cina scende sempre più e anche la Svizzera è ormai scomparsa dalle prime posizioni.

Tra le nazioni che vedono un incremento degli aumenti di contagi c'è, strano a dirsi l'Iran: da +9.045 a +13.701. Effetti della riapertura?


Ecco i numeri del giorno, confrontati con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 224.760 (+875) / 223.885 (+789) / 223.096 (+992) / 222.104 (+888)
  • decessi totali: 31.763 (+153) / 31.610 (+242) / 31.368 (+262) / 31.106 (+195)
  • guariti totali: 122.110 (+2.605) / 120.205 (+4.917) / 115.288 (+2.747) / 112.541 (+3.502)
Tamponi effettuati: 69.179 (ieri erano stati 68.176). Persone in terapia intensiva: 775 (33 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 59.012 (ieri erano 60.470).

Lombardia
  • contagi totali: 84.518 (+399) / 84.119 (+299) / 83.820 (+522) / 83.298 (+394)
  • decessi totali: 15.450 (+39) / 15.411 (+115) / 15.296 (+111) / 15.185 (+69)
  • guariti totali: 41.389 (+427) / 40.962 (+2.934) / 38.568 (+487) / 38.081 (+968)
Tamponi effettuati in Lombardia: 14.145 (ieri erano stati 12.162). Persone in terapia intensiva: 268 (ieri erano 276). 

A Milano si sono registrati 34 nuovi casi (ieri erano stati 30).


I guariti in Lombardia degli ultimi tre giorni: 487 / 2.934 / 427... ieri avevamo avuto il dubbio che il dato fosse non proprio corretto, oggi ne abbiamo la certezza... Vorremmo essere felici dei soli 39 decessi dichiarati oggi, ma come facciamo, a questo punto, a fidarci?



85° giorno – Venerdì 15 maggio 2020

Il Seveso e il Lambro restano sempre le nostre certezze, non li ferma nemmeno il Covid-19.

Nella notte qui a Milano si è scatenato l'inferno, pioggia e vento a non finire che hanno provocato le solite esondazioni dei due fiumiciattoli che attraversano alcuni quartieri milanesi.

Risultato: strade e cantine allagate, interruzione di corrente elettrica, tombini "esplosi". Perché la vita continua come sempre, non è che adesso l'unico problema che abbiamo è il virus...

La vita continua, sì, ma la notizia più triste arriva a metà mattinata: se n'è andato Ezio Bosso, e ci sentiamo un po' più soli. Mi mancano già i suoi profondi pensieri, i suoi alti ragionamenti, il suo sorriso, il suo amore per la musica e la sua smisurata voglia di vivere.

Perciò oggi mi scuso ma non ho tanta voglia di parlare di virus e cose annesse.


Vediamo i numeri del giorno, confrontati con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 223.885 (+789) / 223.096 (+992) / 222.104 (+888) / 221.216 (+1.402)
  • decessi totali: 31.610 (+242) / 31.368 (+262) / 31.106 (+195) / 30.911 (+172)
  • guariti totali: 120.205 (+4.917) / 115.288 (+2.747) / 112.541 (+3.502) / 109.039 (+2.452)
Tamponi effettuati: 68.176 (ieri erano stati 71.876). Persone in terapia intensiva: 808 (47 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 60.470 (ieri erano 64.132).

Lombardia
  • contagi totali: 84.119 (+299) / 83.820 (+522) / 83.298 (+394) / 82.904 (+1.033)
  • decessi totali: 15.411 (+115) / 15.296 (+111) / 15.185 (+69) / 15.116 (+62)
  • guariti totali: 40.962 (+2.934) / 38.568 (+487) / 38.081 (+968) / 37.113 (+707)
Tamponi effettuati in Lombardia: 12.162 (ieri erano stati 14.080). Persone in terapia intensiva: 276 (ieri erano 297). 

A Milano si sono registrati 30 nuovi casi (ieri erano stati 66).

Un sacco di guariti ed è una bella notizia. È evidente, leggendo le tabelle, che il numero così alto dipende da quello particolarmente elevato registrato in Lombardia. Sarà frutto di una rilevazione corretta? Il Pirellone (che bello, quando l'ente Regione Lombardia potevamo chiamarlo così!) ci ha abituati a numeri, diciamo così, "ballerini"...



84° giorno - Giovedì 14 maggio 2020

Ieri è stato il giorno della presentazione, da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei suoi ministri, del "Decreto rilancio", il decreto legge che prevede lo stanziamento di 55 miliardi di euro per sostenere famiglie, lavoratori, imprese e comparto della sanità dopo le batoste subite dalla pandemia.

55 miliardi sono una somma pazzesca, pari a circa due leggi di bilancio. Quasi la metà di questi soldi sarà riservata ai lavoratori che hanno perso o hanno visto diminuire sensibilmente il proprio lavoro, tra cassa integrazione e bonus per lavoratori autonomi. Circa 16 miliardi andranno alle imprese, oltre 1 miliardo andrà al sostegno della filiera agricola. Alla sanità sarà riservata una cifra superiore ai 3 miliardi, alla scuola circa 1 miliardo e mezzo, stessa cifra a università e ricerca. Al turismo saranno assegnati 4 miliardi, al sostegno di tempo libero (spettacolo, librerie, musei, cultura in generale...) e sport 1 miliardo e mezzo. Parte dei soldi andranno inoltre alle famiglie, tra fondi per persone non autosufficienti, bonus baby sitter, bonus vacanze, ecc.

La parola "rilancio"ci piace, e la speranza è che tutti questi soldi siano per prima cosa effettivamente reperiti e per seconda cosa distribuiti davvero dove oggi si dice. Siamo disposti a dare grande fiducia a questo Governo, anche perché altre possibilità di scelta non ne abbiamo.

Ora spetta ai cittadini meritare questa fiducia, non approfittando di una situazione delicata, che ci ha portati sull'orlo di un burrone. Questa pioggia di soldi farà gola a molti, anche ai soliti approfittatori che, conoscendo meglio di altri i meccanismi statali e burocratici, riescono sempre, in queste situazioni, a trarre beneficio a scapito di chi davvero ne avrebbe bisogno.

Che ci sia un gran controllo sulla destinazione di questi preziosi soldi, chiediamo, e che chi specula sulle miserie altrui sia punito in modo esemplare. Anche questo sarebbe un modo per ricominciare meglio di come abbiamo finito. Potrebbe essere uno degli aspetti positivi – speriamo non siano pochi – originati dalla vittoria sul Covid-19.


Il consueto occhio ai numeri giornalieri, confrontati con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 223.096 (+992) / 222.104 (+888) / 221.216 (+1.402) / 219.814 (+744)
  • decessi totali: 31.368 (+262) / 31.106 (+195) / 30.911 (+172) / 30.739 (+179)
  • guariti totali: 115.288 (+2.747) / 112.541 (+3.502) / 109.039 (+2.452) / 106.587 (+1.401)
Tamponi effettuati: 71.876 (ieri erano stati 61.973). Persone in terapia intensiva: 855 (41 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 64.132 (ieri erano 65.392).

Lombardia
  • contagi totali: 83.820 (+522) / 83.298 (+394) / 82.904 (+1.033) / 81.871 (+364)
  • decessi totali: 15.296 (+111) / 15.185 (+69) / 15.116 (+62) / 15.054 (+68)
  • guariti totali: 38.568 (+487) / 38.081 (+968) / 37.113 (+707) / 36.406 (+75)
Tamponi effettuati in Lombardia: 14.080 (ieri erano stati 10.919). Persone in terapia intensiva: 297 (ieri erano 307). 

A Milano si sono registrati 66 nuovi casi (ieri erano stati 63).

Giornata nera, verrebbe da dire, in cui tutti i dati risulterebbero negativi se non fosse che le persone in terapia intensiva sono diminuite sia in Lombardia, sia in tutta Italia. Oggi non possiamo fare altro che attaccarci a questo unico ma importante dato positivo.



83° giorno - Mercoledì 13 maggio 2020

Con preoccupazione leggiamo notizie che ci raccontano di Paesi – come la Germania, la Corea del Sud e il Libano – che stanno richiudendo dopo essere passati in Fase 2. Causa la risalita del numero dei contagi, in quei posti, si è dovuti correre ai ripari e richiudere parte dei locali pubblici in alcune zone particolarmente colpite dal ritorno del virus.

Se dovesse succedere in Italia, fatico a pensare che una cosa del genere non succeda in Lombardia, che fin dall'inizio si è dimostrata essere l'anello debole della lotta al virus. Impegnamoci tutti perché ciò non accada, sarebbe davvero deprimente dover tornare indietro.

Tornando a noi e pensando a questioni più "casalinghe", ho un forte dubbio su come si debbano usare i guanti di gomma perché siano davvero efficaci nella prevenzione della diffusione del Covid-19.

Mi è del tutto chiaro che sono obbligatori quando utilizzo un mezzo pubblico e che forse sono consigliati quando entro in un negozio, soprattutto se di generi alimentari. Ma mi perdo in mille pensieri confusi se penso a una semplice situazione standard, quella in cui una persona torna dal lavoro con il tram e prima di andare a casa va a fare la spesa al supermercato.

Probabilmente indossa i guanti, ovviamente nuovi, mai utilizzati in precedenza, prima di salire sul mezzo pubblico. Qui entra in contatto con pali, supporti, appigli già utilizzati da decine di altre persone. Poi scende dal tram ed entra nel supermercato. Non tocca niente con le mani nude, bravo! Prende un carrello, che pian piano riempie di prodotti, arriva alla cassa ed estrae dalla borsetta o dalla tasca dei pantaloni il portafogli, la carta di credito o i soldi, prende i sacchetti e saluta il cassiere.

Esce dal supermercato e una volta arrivato a casa citofona al figlio per farsi aprire il portone, poi prende l'ascensore e arriva sul suo pianerottolo, estrae le chiavi dalla stessa borsetta o dalla tasca dei pantaloni, le gira nella toppa, afferra la maniglia, richiude la porta, mette le chiavi sul tavolo, appende la giacca all'attaccapanni e si toglie i guanti prima di svuotare i sacchetti della spesa.

Che bravo, ha fatto tutto con i guanti, è stato davvero giudizioso. Ma siamo così sicuri? Con gli stessi guanti ha toccato: appigli tram, carrello supermercato, prodotti alimentari più o meno confezionati, borsetta, portafogli, carta di credito, soldi, sacchetti della spesa, citofono, maniglia del portone, maniglia e tasti dell'ascensore, chiavi di casa, maniglia di casa, giacca. Tutto con gli stessi guanti!

Per essere sicuro di non diffondere il virus avrebbe dovuto cambiarne almeno tre paia: uno per il mezzo pubblico, uno per il supermercato, uno per il rientro in casa. E forse non sarebbe bastato nemmeno così: se tocco il carrello della spesa e poi con gli stessi guanti scelgo la verdura, forse non va troppo bene...

E allora? I casi sono due: o costringiamo le persone a girare con 5 paia di guanti in tasca e a cambiarli in continuazione (ma poi chi controlla che vengano davvero cambiati) – con problemi di costo, di reperibilità e di smaltimento degli stessi guanti –, oppure ne vietiamo l'uso per legge: meglio che la gente provveda a lavarsi in continuazione le mani con il materiale messo a disposizione dai vari negozianti o sui mezzi pubblici o con pratici tubetti di gel da tenere nella borsetta (o nella tasca dei pantaloni).

Io non avrei dubbi, opterei per la seconda ipotesi, dichiarerei i guanti fuorilegge!


Vediamo i numeri giornalieri, confrontati con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 222.104 (+888) / 221.216 (+1.402) / 219.814 (+744) / 219.070 (+802)
  • decessi totali: 31.106 (+195) / 30.911 (+172) / 30.739 (+179) / 30.560 (+165)
  • guariti totali: 112.541 (+3.502) / 109.039 (+2.452) / 106.587 (+1.401) / 105.186 (+2.155)
Tamponi effettuati: 61.973 (ieri erano stati 67.003). Persone in terapia intensiva: 893 (59 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 65.392 (ieri erano 67.449).

Lombardia
  • contagi totali: 83.298 (+394) / 82.904 (+1.033) / 81.871 (+364) / 81.507 (+282)
  • decessi totali: 15.185 (+69) / 15.116 (+62) / 15.054 (+68) / 14.986 (+62)
  • guariti totali: 38.081 (+968) / 37.113 (+707) / 36.406 (+75) / 36.331 (+292)
Tamponi effettuati in Lombardia: 10.919 (ieri erano stati 20.602). Persone in terapia intensiva: 307 (ieri erano 322). 

A Milano si sono registrati 63 nuovi casi (ieri erano stati 51).



82° giorno – Martedì 12 maggio 2020

Sarebbe davvero il colmo non potere uscire di casa solo perché non si riescono a trovare le mascherine.

Sarebbe davvero grave se dopo tre mesi di emergenza fossimo ancora qui a discutere di chi sia la colpa se nelle farmacie è sempre più difficile comprare mascherine, oltre che guanti, alcol e gel disinfettante.

Sarebbe davvero triste (e pericoloso) se dovessimo usare la stessa mascherina per giorni e giorni solo perché nessuno si sta preoccupando di distribuire le mascherine alle persone che lavorano da casa o che hanno perso il loro lavoro in queste settimane o non sono mai riuscite a trovarne uno. Poi ci sono i giovani – studenti e precari –, e gli anziani, tutte categorie che rischiano di restare fuori dalla distribuzione dei dispositivi di protezione obbligatori nella Fase 2 .

Le aziende si sono organizzate da tempo, se le procurano direttamente dai produttori, in genere cinesi, e la distribuzione ai dipendenti è per lo più assicurata, anche perché senza protezioni nessuno potrebbe tornare al lavoro. Gli enti aministrativi ne avranno di certo in abbondanza. Gli ospedali, le case di cura, gli ambulatori medici ecc. dovrebbero finalmente essere riforniti con costanza e abbondanza, si spera.

Qui in Lombardia i cittadini stanno quindi per essere divisi in due categorie: quelli che dispongono liberamente di mascherine, guanti, alcol, destinati a diventare la popolazione eletta, e quelli che non hanno la possibilità di procurarsele, per i quali è facile prevedere un futuro da esseri inferiori.

E non pensino, questi secondi, di riuscire a sopravvivere con la piccola scorta fatta quando si era ancora nella Fase 1 e si poteva uscire solo per fare la spesa o per far passeggiare il cane. Questa si esaurirà quanto prima e il destino è per loro quanto mai segnato.

A meno di non riuscire a trasferirsi in Toscana, tanto per fare un esempio, perché lì sta succededo questo:
"È in corso la distribuzione gratuita delle mascherine da parte di Regione Toscana presso le 1.150 farmacie pubbliche e private che hanno sottoscritto l’accordo.
Le mascherine possono essere ritirare da un componente della famiglia per tutti, nel rispetto della normativa in vigore per contrastare la diffusione del contagio del Covid-19.
Spettano un kit di 5 mascherine alla volta (per un massimo di 6 volte nell’arco di 30 giorni) per singolo componente familiare, di età superiore a 6 anni, con tessera sanitaria o in possesso di codice fiscale".
Regione Toscana. Quindi Regione Lombardia potrebbe fare qualcosa, no? Strano, qui si dice che è colpa esclusiva del Governo, se non ci sono mascherine...


Ecco la consueta analisi dei numeri giornalieri, con il confronto ai tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 221.216 (+1.402) / 219.814 (+744) / 219.070 (+802) / 218.268 (+1.083)
  • decessi totali: 30.911 (+172) / 30.739 (+179) / 30.560 (+165) / 30.395 (+194)
  • guariti totali: 109.039 (+2.452) / 106.587 (+1.401) / 105.186 (+2.155) / 103.031 (+4.008)
Tamponi effettuati: 67.003 (ieri erano stati 40.740). Persone in terapia intensiva: 952 (47 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 67.449 (ieri erano 67.950).

Lombardia
  • contagi totali: 82.904 (+1.033) / 81.871 (+364) / 81.507 (+282) / 81.225 (+502)
  • decessi totali: 15.116 (+62) / 15.054 (+68) / 14.986 (+62) / 14.924 (+85)
  • guariti totali: 37.113 (+707) / 36.406 (+75) / 36.331 (+292) / 36.039 (+2.138)
Tamponi effettuati in Lombardia: 20.602 (cifra record! Finalmente, ieri erano stati 7.508). Persone in terapia intensiva: 322 (ieri erano 341).  

Regione Lombardia ha fatto sapere che il numero relativo all'aumento dei contagi è particolarmente alto perché sono stati aggiunti 419 casi che riguardano i giorni precedenti. Anche senza questi, però, il dato quotidiano risulta essere elevato rispetto a ieri e l'altro ieri: 614.

A Milano si sono registrati 51 nuovi casi (ieri erano stati 52).



81° giorno - Lunedì 11 maggio 2020

Siamo stati buttati giù dal podio della triste classifica dei Paesi più contagiati. A superarci è stato il Regno Unito, come era del resto immaginabile, visto il trend di aumento che registrava negli ultimi giorni. Quindi ora siamo quarti, dopo USA, Spagna e UK.

E tra pochi giorni verremo sopravanzati anche dalla Russia, è solo una questione di ore. Forse la prossima settimana dal Brasile, che sta avanzando, purtroppo per lui, con grande velocità.

Non si tratta di analizzare solo freddi numeri, così, per il gusto di farlo. Il fatto di non essere più ai vertici assoluti del contagio mondiale – a un certo punto siamo stati anche secondi, dopo la sola Cina – ci fa sentire un po' meno al centro del ciclone.

Gli oltre 30mila decessi che abbiamo avuto per Covid-19 purtroppo rimangono, quelli non ce li toglie nessuno. Le sofferenze del famigliari, l'abnegazione del personale sanitario, i sacrifici che tutti siamo stati chiamati a sostenere, quelli resteranno per sempre nel nostro ricordo e verranno raccontati, tra qualche decennio, sui libri di scuola.

Ma almeno oggi possiamo dire che non siamo stati "i peggiori", in tutta questa vicenda, forse qualcosa di buono l'abbiamo fatto, se è vero che Paesi che ritenevano di essere immuni dal virus ora si trovano a combattere battaglie ancor più feroci e tremende delle nostre.

Vediamo i numeri giornalieri, confrontati con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 219.814 (+744) / 219.070 (+802) / 218.268 (+1.083) / 217.185 (+1.327)
  • decessi totali: 30.739 (+179) / 30.560 (+165) / 30.395 (+194) / 30.201 (+243)
  • guariti totali: 106.587 (+1.401) / 105.186 (+2.155) / 103.031 (+4.008) / 99.023 (+2.747)
Tamponi effettuati: 40.740 (ieri erano stati 51.678). Persone in terapia intensiva: 999 (35 in meno rispetto a ieri, tornano a essere meno di mille, non accadeva dal 10 marzo scorso). Persone in isolamento domiciliare: 67.950 (ieri erano 68.679).

Lombardia
  • contagi totali: 81.871 (+364) / 81.507 (+282) / 81.225 (+502) / 80.723 (+634)
  • decessi totali: 15.054 (+68) / 14.986 (+62) / 14.924 (+85) / 14.839 (+94)
  • guariti totali: 36.406 (+75) / 36.331 (+292) / 36.039 (+2.138) / 33.901 (+572)
Tamponi effettuati in Lombardia: 7.508 (ieri erano stati 7.369). Persone in terapia intensiva: 341 (ieri erano 348). Le persone morte oggi hanno superato le 15mila.

A Milano si sono registrati 52 nuovi casi (ieri erano stati 54).



Clicca qui per andare al diario da Milano del Coronavirus dall'1 al 10 maggio 2020

venerdì 1 maggio 2020

Coronavirus, il diario da Milano/maggio 2020_1




 
Diario giornaliero del Coronavirus in Italia e in particolare a Milano, a partire dal Giorno 1, quello che ha fatto registrare la prima vittima dovuta a questa epidemia (era il 21 febbraio 2020).


Ottava parte.



Clicca qui per andare al diario da Milano del Coronavirus dall'11 maggio 2020



80° giorno - Domenica 10 maggio 2020

Dopo tanti giorni, settimane, di aggiornamenti drammatici – ancora ieri in tutta Italia ci sono stati quasi 200 morti – finalmente una notizia che ci rende felici: ieri è stata liberata Silvia Romano, la cooperante milanese che era stata rapita in Kenya nel 2018. Evviva!

In questa bella e calda domenica di maggio siamo curiosi di vedere come reagiranno i milanesi. Riempiranno i parchi con assembramenti pericolosi? Passeggeranno nelle vie della movida incuranti delle precauzioni richieste? Sosterranno fuori dai locali pubblici in gruppetti fuorilegge?

Scrivendo tutto questo, ci tornano in mente le immagini che ci arrivavano da Napoli lo scorso mese di marzo. Si vedevano strade affollatissime, molte persone senza mascherine, assembramenti un po' ovunque, dentro e fuori negozi e bar.

«È una vergogna, una situazione che continua a spaccare in due la città: se da un lato ci sono tantissimi cittadini che, pur con grandi sofferenze, restano chiusi in casa e seguono le norme, dall’altro ci sono cialtroni che se ne fregano di tutto e di tutti e continuano a fare i propri comodi» aveva commentato un consigliere regionale della Campania.

E noi che viviamo nella parte d'Italia più colpita dal virus – in quei giorni i morti giornalieri nella sola Lombardia erano più di 500 – pensavamo che al sud fossero pazzi, che non si rendevano conto di quello che sarebbe loro capitato di lì a poco. A Napoli, figuriamoci... è come accendere un fiammifero in un pagliaio.

E ci torna in mente anche la grande fuga da Milano verso il sud quando l'8 marzo venne decretata l'istituzione della "zona rossa" in tutta la Lombardia. Si parlò di "untori", di vigliacchi, di irresponsabili che per il loro egoismo avrebbero diffuso il Covid-19 in tutto il resto d'Italia .

E invece in tutto il sud Italia questa grande esplosione del contagio non c'è mai stata. Cosa che ci riempie di gioia, ma ci fa anche pensare.

Com'è possibile che nella classifica delle regioni più colpite dal virus ai primi 6 posti ci siano 5 regioni del nord: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Liguria (la sesta è la Toscana, che è al quinto posto). Se sommiamo i contagi di queste cinque regioni raggiungiamo un numero pari a quasi 164mila, sui 218mila di tutta Italia. Cioè, al nord c'è stato circa il 75% di tutti i contagi d'Italia.

Se invece pensiamo alle morti, in queste 5 regioni del nord ce ne sono state finora 25.001, su 30395 di tutta Italia, cioè addirittura l'82%.

In Campania si sono registrati finora circa 4.500 contagi, in Puglia 4.300, in Sicilia 3.300, in Calabria 1.100, per citare solo le regioni più grandi e popolose. Sono stati più bravi, lì, a osservare le misure anti contagio? Sono rimasti chiusi in casa più di noi milanesi e bergamaschi? Hanno fatto meno spese al supermercato? Sono andati meno a correre nei parchi? Hanno portato di meno i cani a fare i bisognini?

Oppure è perché nel sud italia ci sono state e ci sono meno possibilità di venir a contatto con persone che vengono dall'estero, soprattutto dall'oriente? A Napoli? A Bari? A Palermo? Meno possibilità di avere contatti con cinesi o stranieri rispetto a Bergamo?

Interrogativi che non devono farci pensare che oggi possiamo uscire tranquillamente dalle nostre case, ma che richiedono, anzi pretendono una spiegazione, che prima o poi qualcuno dovrà dare.

Possiamo essere d'accordo sul fatto che non sia il momento giusto per pretenderla, perché ora dobbiamo tutti concentrarci sull'uscire dall'emergenza, ma quando tutto questo sarà finito non dimentichiamoci di chiederla, non fosse altro per tutte le persone che non sono più con noi e che prima di andarsene hanno sofferto, insieme ai loro famigliari, pene inimmaginabili.


La solita occhiata ai numeri giornalieri, con il solito confronto con i tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 219.070 (+802) / 218.268 (+1.083) / 217.185 (+1.327) / 215.858 (+1.401)
  • decessi totali: 30.560 (+165) / 30.395 (+194) / 30.201 (+243) / 29.958 (+274)
  • guariti totali: 105.186 (+2.155) / 103.031 (+4.008) / 99.023 (+2.747) / 96.276 (+3.031)
Tamponi effettuati: 51.678 (ieri erano stati 69.171). Persone in terapia intensiva: 1.024 (7 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 68.679 (ieri erano 69.974).

Lombardia
  • contagi totali: 81.507 (+282) / 81.225 (+502) / 80.723 (+634) / 80.089 (+720)
  • decessi totali: 14.986 (+62) / 14.924 (+85) / 14.839 (+94) / 14.745 (+134)
  • guariti totali: 36.331 (+292) / 36.039 (+2.138) / 33.901 (+572) / 33.329 (+324)
Tamponi effettuati in Lombardia: 7.369 (ieri erano stati 11.478). Persone in terapia intensiva: 348 (ieri erano 330).

A Milano si sono registrati 54 nuovi casi (ieri erano stati 98).



79° giorno - Sabato 9 maggio 2020

È incredibile come le reazioni umane a una stessa azione cambino a seconda della situazione.

Mi spiego: ieri sono andato a fare spesa in un negozietto di frutta e verdura. È piccolo, si entra uno alla volta e si viene serviti dal proprietario, non si tocca niente. La giornata era bellissima – come oggi, del resto – con un gran sole, per cui uscendo di casa oltre alla mascherina mi sono messo gli occhiali scuri.

Al momento di entrare nel negozio, molto luminoso, mi sono dimenticato di toglierli, per cui sono stato per ben 5 minuti accanto al proprietario con il volto completamente coperto e non riconoscibile.

Possiamo immaginare che cosa sarebbe successo, in una situazione del genere, tre mesi fa? Minimo minimo l'uomo avrebbe chiamato le forze dell'ordine. Scherzi a parte, sto pensando a quando riapriranno le gioiellerie...


È sabato, eccoci alla consueta analisi dei numeri mondiali di diffusione del Covid-19, confrontati con quelli di una settimana fa (sabato 2 maggio):



  1. USA (=)                   1.283.929 contagiati         erano 1.104.161        + 179.768
  2. Spagna (=)                 222.857 contagiati            erano 213.435             + 9.422
  3. Italia (=)                217.185 contagiati        erano 207.428           + 9.757
  4. Regno Unito (=)        212.629 contagiati           erano 178.685            + 33.944
  5. Russia (+3)                  187.859 contagiati          erano 114.431            + 73.428
  6. Francia (-1)                 176.202 contagiati          erano 167.305              + 8.897
  7. Germania (-1)            170.588 contagiati          erano 164.077              + 6.511
  8. Brasile (+2)                  146.894 contagiati            erano 92.202            + 54.692
  9. Turchia (-2)                  135.569 contagiati          erano 122.392           + 13.177
  10. Iran (-1)                        104.691 contagiati            erano 95.646             + 9.045
Seguono in classifica: Cina (83.976, +17!!!), Canada (67.674), Perù (61.847), India (59.765), Belgio (52.011), Olanda (42.292), Arabia Saudita, Messico, Svizzera, Ecuador, Pakistan.

Gli Stati Uniti fanno ancora corsa a sé, inseguiti – quasi come se si trattasse di una riedizione in chiave sanitaria della guerra fredda – dalla Russia, che sta scalando velocemente posizioni. Cresce molto anche il Brasile mentre le europee frenano, a riprova che il virus sta viaggiando con più potenza, ora, in altri angoli del pianeta, come dimostra anche la crescita sensibile di Perù e India, anche se per ora ancora nelle posizioni di rincalzo, e la comparsa per la prima volta in classifica di Messico e Pakistan.

Se si confermerà questo trend, nella prossima settimana il Regno Unito supererà l'Italia per numero di contagiati, dopo averla già sopravanzata, come abbiamo visto ieri, per numero di decessi.


Vediamo i numeri giornalieri, con il solito confronto con i tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 218.268 (+1.083) / 217.185 (+1.327) / 215.858 (+1.401) / 214.457 (+1.444)
  • decessi totali: 30.395 (+194) / 30.201 (+243) / 29.958 (+274) / 29.684 (+369)
  • guariti totali: 103.031 (+4.008) / 99.023 (+2.747) / 96.276 (+3.031) / 93.245 (+8.014)
Tamponi effettuati: 69.171 (ieri erano stati 63.775). Persone in terapia intensiva: 1.034 (134 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 69.974 (ieri erano 72.157).

Lombardia
  • contagi totali: 81.225 (+502) / 80.723 (+634) / 80.089 (+720) / 79.369 (+764)
  • decessi totali: 14.924 (+85) / 14.839 (+94) / 14.745 (+134) / 14.611 (+222)
  • guariti totali: 36.039 (+2.138) / 33.901 (+572) / 33.329 (+324) / 33.005 (+5.881)
Tamponi effettuati in Lombardia: 11.478 (ieri erano stati 10.993). Persone in terapia intensiva: 330 (ieri erano 400).

A Milano si sono registrati 98 nuovi casi (ieri erano stati 101).



78° giorno - Venerdì 8 maggio 2020

Ieri, nel tardo pomeriggio, ho avuto l'impressione che la gente nelle strade fosse troppa e in molti casi troppo vicina l'una all'altra. Passando veloce con la mia bicicletta ho notato molte persone fuori da alcuni bar chiacchierare tranquillamente senza rispettare la distanza di sicurezza e anche con la mascherina abbassata o assente del tutto.

Ho visto persone fumare o bere l'aperitivo e intanto chiacchierare come niente fosse con le altre molto vicine. Mi ha fatto un po' impressione, questa visione, ma ho al momento pensato che questa mia reazione fosse dovuta solo al fatto che in questi ultimi due mesi e mezzo ci siamo disabituati a queste situazioni.

«Non è il caso di gridare all'untore...» mi sono detto. In fondo è naturale che ci sia la voglia di tornare ad avere una vita sociale normale, soprattutto tra i giovani quest'esigenza è in qualche modo comprensibile, se poche persone sgarrano non sarà così grave per tutti gli altri...

Ma questa mattina, leggendo i giornali, ho scoperto che la questione è più vasta di quello che avevo pensato. Sui navigli, ad esempio, si è tornati alle passeggiate tutti vicini vicini, in altre zone della città si trascorrono ore gomito a gomito con gli amici. E questo va meno bene.

Siamo in libertà vigilata, questo forse in molti cominciano a dimenticarlo. E lo siamo perché il virus è sempre lì, ci aspetta al varco, come dimostrano i numeri diffusi da Protezione civile, Regione Lombardia e Comune di Milano.

I decessi non sono diminuiti in modo così sensibile da farci stare tranquilli, soprattutto nella nostra regione, e anche i contagi faticano a scendere. E, visto il numero davvero risibile di tamponi effettuati ogni giorno, non c'è alcun dubbio che questi ultimi, in realtà, siano molti di più di quelli che ci vengono comunicati.

Di tutte le misure di sicurezza che erano state preannunciate – mascherine a prezzo contingentato, tamponi a tappeto, test sierologici, app per tracciare i contatti di chi è risultato positivo – non se n'è vista una, fino ad ora.

È come se ci dicessero di combattere contro un nemico super armato utilizzando coltellini da campeggio o forbicine da manicure. Le armi efficenti arriveranno, continuano a dirci, intanto cominciate così...

Per cui, l'unica arma che abbiamo a disposizione, al momento, è il nostro buon senso.

Un po' ci siamo stancati di essere abbandonati a noi stessi, ma non è purtroppo ancora arrivato il momento di lasciarci andare. Aspettiamo la fine della prossima settimana, almeno, quando cominceremo a raccogliere quello che è stato seminato dall'inizio della Fase 2.

Se contagi e decessi non saranno aumentati vistosamente allora sì, forse potremo concederci un aperitivo in più sul marciapiede insieme agli amici (ma sempre rispettando la distanza e indossando la mascherina). Nel frattempo restiamo ancora un po' nelle nostre case e l'aperitivo con gli amici continuiamo, per ora, a farlo in chat.

E cerchiamo di non fare arrabbiare il nostro sindaco, per favore:




Vediamo i numeri di oggi, con il solito confronto con i tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 217.185 (+1.327) / 215.858 (+1.401) / 214.457 (+1.444) / 213.013 (+1.075)
  • decessi totali: 30.201 (+243) / 29.958 (+274) / 29.684 (+369) / 29.315 (+236)
  • guariti totali: 99.023 (+2.747) / 96.276 (+3.031) / 93.245 (+8.014) / 85.231 (+2.352)
Tamponi effettuati: 63.775 (ieri erano stati 70.359). Persone in terapia intensiva: 1.168 (143 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 72.157 (ieri erano 73.139).

Lombardia
  • contagi totali: 80.723 (+634) / 80.089 (+720) / 79.369 (+764) / 78.605 (+500)
  • decessi totali: 14.839 (+94) / 14.745 (+134) / 14.611 (+222) / 14.389 (+95)
  • guariti totali: 33.901 (+572) / 33.329 (+324) / 33.005 (+5.881) / 27.124 (+620)
Tamponi effettuati in Lombardia: 10.993 (ieri erano stati 15.488). Persone in terapia intensiva: 400 (ieri erano 480).

A Milano si sono registrati 101 nuovi casi (ieri erano stati 86).

Due le notizie rilevanti, entrambe legate al numero dei decessi: la prima è che abbiamo superato quota 30mila, cifra da spavento, la seconda è che nel mondo non siamo più i secondi come numero di vittime (dopo gli USA): adesso davanti a noi c'è anche il Regno Unito (sì, proprio quello in cui qualche settimana fa si parlava di "immunità di gregge").

Ma di questo parleremo domani, che è sabato e quindi faremo il nostro solito resoconto comparato alla scorsa settimana della diffusione mondiale del Covid-19.



77° giorno - Giovedì 7 maggio 2020

Ieri ho fatto la mia prima vera e propria uscita da Fase 2. Con la mia amata bicicletta, ho percorso tutto il tratto della pista ciclabile di corso Lodi, una delle più belle di Milano. Se penso a com'era anni fa questa parte di città, com'è adesso e come sarà tra poco quando lo scalo di Porta Romana verrà sistemato (qui sorgerà anche il villaggio olimpico per Milano Cortina 2026), mi vengono i brividi.


Le piste ciclabili, con il loro sottrarre spazio alle auto, rendono più bella e vivibile la città.  Non riesco a capire come molta gente non lo comprenda. Penso ad esempio a tutti quelli che in questi giorni contestano le piste ciclabili predisposte in tutta fretta dal Comune. Intendo quelle che partendo da San Babila percorrono corso Venezia e che si spingeranno, attraverso corso Buenos Aires e viale Monza, fino a Sesto San Giovanni. Sono solo disegnate sull'asfalto, vero, ma al momento assolvono al loro compito urgente, in attesa di pensare a una soluzione più strutturata, che sicuramente verrà.

Per me la libertà di pensiero è sacra, ci mancherebbe, ma, ripeto, non riesco a capire come si possa contestare la predisposizione di una pista ciclabile.

Non capisco come lo possano fare le persone che abitano nella zona interessata. Preferiscono avere code di macchine sotto casa, tubi di scappamento che scaricano particelle irrespirabili, clacson nervosi che suonano all'impazzata? Piuttosto che silenziose biciclette, gente rilassata e aria più pulita?

Si dice: «Le piste ciclabili portano via spazio alle auto e creano ancora più code», oppure «è assodato che lo smog cittadino è provocato per lo più dalle caldaie per il riscaldamento, le auto non incidono più di tanto». Può essere vero, ma la costruzione di piste ciclabili va proprio nella direzione di disincentivare l'uso delle auto. Se la maggior parte delle persone andasse al lavoro in bicicletta, per esempio, la città sarebbe certo più vivibile e le code diminuirebbero. E il fatto che le caldaie inquinino di più non toglie nulla al fatto che le automobili siano comunque un elemento di disturbo e produzione di CO2.

Mi fanno impazzire, poi, i negozianti che si lamentano perché «se ci tolgono le auto ci tolgono i clienti». Stiamo parlando di persone che hanno negozi soprattutto in vie dove trovare un parcheggio equivale a fare un terno al lotto, non capisco come si possa pensare che l'auto porti clienti.

Mi viene in mente quando, decenni e decenni fa, si decise di creare quella che ai tempi era considerata la zona pedonale più grande d'Europa, che andava dal Castello fino a San Babila. Quante polemiche, ci furono. Ma pensiamo a via Dante, oggi, con il traffico. Sarebbe davvero più semplice entrare nei negozi? Pensiamo a corso Vittorio Emanuele percorsa, come in passato, dalle auto... mah, io questa cosa non la capisco proprio.

Gli unici che capisco, nella loro protesta, sono i politici di opposizione. È chiaro che si devono attaccare a qualcosa, devono cercare di sminuire, anzi di contestare, l'importanza di quanto viene fatto in città. Se no, chi si accorgerebbe che esistono anche loro?

Di piste ciclabili, in Milanau, si è parlato anche qui:

Diamo un'occhiata ai numeri di oggi, con il solito confronto con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 215.858 (+1.401) / 214.457 (+1.444) / 213.013 (+1.075) / 211.938 (+1.221)
  • decessi totali: 29.958 (+274) / 29.684 (+369) / 29.315 (+236) / 29.079 (+195)
  • guariti totali: 96.276 (+3.031) / 93.245 (+8.014) / 85.231 (+2.352) / 82.879 (+1.225)
Tamponi effettuati: 70.359 (ieri erano stati 64.263). Persone in terapia intensiva: 1.311 (22 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 73.139 (ieri erano 74.426).

Lombardia
  • contagi totali: 80.089 (+720) / 79.369 (+764) / 78.605 (+500) / 78.105 (+577) / 77.528 (+526)
  • decessi totali: 14.745 (+134) / 14.611 (+222) / 14.389 (+95) / 14.294 (+63) / 14.231 (+42)
  • guariti totali: 33.329 (+324) / 33.005 (+5.881) / 27.124 (+620) / 26.504 (+133) / 26.371 (+225)
Tamponi effettuati in Lombardia: 15.488 (ieri erano stati 14.546). Persone in terapia intensiva: 480 (ieri erano 509).

A Milano si sono registrati 86 nuovi casi (ieri erano stati 91).




76° giorno - Mercoledì 6 maggio 2020

Uno degli aspetti non secondari legati all'uso di mascherine e guanti è quello del loro smaltimento. Non è una questione da sottovalutare se si considerano i numeri che riguardano questi strumenti.

Il Politecnico di Torino ha calcolato che in Italia nella Fase 2 servono circa 1 miliardo di mascherine al mese. Numeri che fanno impressione e che contrastano con la possibilità di reperimento delle stesse mascherine, che non è certamente così estesa. Le famose mascherine a 50 centesimi (più Iva) non si sono quasi mai viste, dopo una prima fornitura nelle farmacie sono scomparse e da 15 giorni non vengono nemmeno più fornite.

I guanti necessari sono di meno, circa mezzo miliardo, perché non sono obbligatori in tutte le circostanze, ma non bisogna dimenticare che spesso sono in gomma e richiedono quindi tempi di smaltimento più lunghi rispetto a quelli delle mascherine.

Che cosa fare dunque con mascherine e guanti utilizzati, tenendo conto che sono "rifiuti speciali" che possono essere dannosi per l'ambiente ma anche pericolosi per le persone (nel caso siano stati utilizzati da positivi al Covid-19)?

La soluzione migliore è quella di non disperderli nell'ambiente. La prima regola, ma non dovrebbe nemmeno essere necessario dirlo, è quindi quella di non buttarli per terra. Per questo il WWF ha chiesto agli amministratori di mettere a disposizione dei cittadini appositi contenitori per la raccolta, soprattutto in prossimità di parchi e supermercati.

Quando si è a casa, invece, mascherine, guanti, ma anche fazzoletti di carta devono essere messi nella raccolta indifferenziata. È necessario inoltre utilizzare due o tre sacchetti mettendoli uno dentro l'altro a seconda della resistenza dei sacchetti stessi, per evitare che i rifiuti contenuti si disperdano nell'ambiente in caso di rottura.

I sacchetti non devono essere compressi devono essere chiusi ermeticamente, con lacci o nastro adesivo, utilizzando guanti monouso mentre si svolge questa operazione.

Le stesse accortezze devono essere osservate nel caso in cui nell'abitazione viva una persona positiva al Covid-19 o in quarantena obbligata. In questo caso, però, è necessario che tutti i rifiuti prodotti – non solo quindi mascherine, guanti e fazzoletti – siano messi nella raccolta indifferenziata.

Non sono attenzioni da poco. Pensiamo se anche solo 5 mascherine su 100 non fossero smaltite correttamente: ogni mese nella sola Italia ne avremmo 50 milioni disperse nell'ambiente. Al peso di 4 grammi l'una, si tradurrebbe in 200mila chilogrammi di materiale per lo più plastico e quindi di difficile smaltimento disperso in un solo mese.

Una condizione che in poco tempo si trasformerebbe in un disastro ambientale di inimmaginabili proporzioni.


Ecco i numeri di oggi, con il solito confronto con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 214.457 (+1.444) / 213.013 (+1.075) / 211.938 (+1.221) / 210.717 (+1.389)
  • decessi totali: 29.684 (+369) / 29.315 (+236) / 29.079 (+195) / 28.884 (+174)
  • guariti totali: 93.245 (+8.014) / 85.231 (+2.352) / 82.879 (+1.225) / 81.654 (+1.740)
Tamponi effettuati: 64.263 (ieri erano stati 55.263). Persone in terapia intensiva: 1.333 (94 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 74.426 (ieri erano 80.770).

Lombardia
  • contagi totali: 79.369 (+764) / 78.605 (+500) / 78.105 (+577) / 77.528 (+526)
  • decessi totali: 14.611 (+222) / 14.389 (+95) / 14.294 (+63) / 14.231 (+42)
  • guariti totali: 33.005 (+5.881) / 27.124 (+620) / 26.504 (+133) / 26.371 (+225)
Tamponi effettuati in Lombardia: 14.546 (ieri erano stati 6.455). Persone in terapia intensiva: 480 (ieri erano 509).

A Milano si sono registrati 91 nuovi casi (ieri erano stati 50).

L'impressione è che non sia stata una giornata positiva. Sono aumentati i parziali relativi sia ai contagi sia ai decessi (questi ultimi in Lombardia più del doppio rispetto a ieri), mentre il numero così elevato di guarigioni è dovuto a “un aggiornamento dei dati della Regione Lombardia riferiti anche ai giorni precedenti”. Anche a Milano i contagi sono quasi raddoppiati e questo non è di sicuro un effetto dovuto alla Fase 2, che è iniziata da troppo poco tempo per produrre già conseguenze di questo tipo.

Questo continuo arrivo di dati in ritardo, che si accumulano a quelli giornalieri (qualche giorno fa era capitato al numero dei decessi) fa pensare che l'elaborazione dei dati in Lombardia sia non del tutto affidabile e quindi da prendere con le pinze. A questo punto ci chiediamo se anche anche il numero dei tamponi effettuati – molto aumentato rispetto a ieri e del tutto inconsueto rispetto a quanto fatto finora – sia la rappresentazione della situazione effettiva.

Il dato che ci rasserena, in tutto questo, è quello relativo ai reparti di terapia intensiva, che si stanno liberando sempre più di persone malate.



75° giorno - Martedì 5 maggio 2020

È strano a dirsi, ma la tanto desiderata Fase 2 non sembra essere stato quell'uragano che ci si aspettava. È vero, le città hanno ricominciato a brulicare, auto in circolazione, molti lavoratori sui mezzi pubblici, runners nei parchi, gente a passeggio nelle vie... ma non è successo niente di trascendentale.

Bene così, intendiamoci, chissà che cosa ci aspettavamo. Ma questa tranquillità – che ha caratterizzato queste prime ore di "libertà vigilata" – è probabilmente frutto di questi due mesi di privazioni sociali, che sembrano avere lasciato segni nelle nostre teste che saranno lunghi da debellare.

Pensavo che i miei figli non vedessero l'ora di uscire e invece abbiamo dovuto forzarli per fare un giro in bicicletta nella pista ciclabile qui vicino a casa.

Abbiamo incontrato un nostro vicino 30enne, sul pianerottolo, che stava portando la spazzatura in cortile. Ci ha detto che non era uscito in tutto il giorno, che non aveva fretta di farlo, pensava ci fosse in giro troppa gente. «La spesa la farò domani», ha concluso.

È come quando ci si risveglia di colpo da un lungo sonno, il torpore ci impedisce di essere subito scattanti. Ci guardiamo in giro con circospezione, guardiamo gli altri con sospetto, facciamo fatica a riprendere confidenza con il mondo che ci circonda.

Per molti di noi è un po' così, e lo sarà ancora probabilmente per qualche tempo. Poi, quando ci saremo riabituati alla vita sociale (pur con gli accorgimenti del caso), dovremo sperare che tutto stia procedendo bene e che non diventi necessario il ritorno alla Fase 1.

Io sono fiducioso che non sarà così. Ma ho anche capito in tutte queste settimane che le sensazioni in questa faccenda contano meno di zero, meglio quindi non sbilanciarsi troppo (anche perché le mascherine ce le dobbiamo ancora procurare noi con fatica, i tamponi a tutti sono ancora una chimera, i test sierologici appartengono ormai alla mitologia e il tracciamento attraverso l'app si è perso lungo la strada...).


Ecco i numeri di oggi, con il solito confronto con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 213.013 (+1.075) / 211.938 (+1.221) / 210.717 (+1.389) / 209.328 (+1.900)
  • decessi totali: 29.315 (+236) / 29.079 (+195) / 28.884 (+174) / 28.710 (+474)
  • guariti totali: 85.231 (+2.352) / 82.879 (+1.225) / 81.654 (+1.740) / 79.914 (+1.665)
Tamponi effettuati: 55.263 (ieri erano stati 37.631). Persone in terapia intensiva: 1.427 (52 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 80.770 (ieri erano 81.678).

Lombardia
  • contagi totali: 78.605 (+500) / 78.105 (+577) / 77.528 (+526) / 77.002 (+533)
  • decessi totali: 14.389 (+95) / 14.294 (+63) / 14.231 (+42) / 14.189 (+329)
  • guariti totali: 27.124 (+620) / 26.504 (+133) / 26.371 (+225) / 26.146 (+10)
Tamponi effettuati: 6.455 (ieri erano stati 7.978). Persone in terapia intensiva: 509 (ieri erano 532). Persone in isolamento domiciliare: 30.382 (+32 rispetto a ieri).

A Milano si sono registrati 50 nuovi casi (ieri erano stati 48).




74° giorno - Lunedì 4 maggio 2020

Siamo in Fase 2, speriamo di "meritarcela" e di non tornare più indietro. Lo sapremo solo tra qualche tempo, l'eventuale aumento dei contagiati per questa nuova fase avverrà non prima di dieci/quindici giorni.

Per adesso il rumore di motori sale, dalla strada, tutto sommato con moderazione. Non c'è il traffico improvviso che temevamo, forse davvero le persone hanno deciso di adottare la bicicletta per gli spostamenti? Una piccola speranza la nutriamo...

In casa nostra questa nuova fase – attesa con trepidazione e anche un pizzico di timore ("Ne saremo all'altezza?") – per ora non ha destato particolare emozione, ma quel piccolo senso di libertà in più farà presto il suo lavoro anche nella mente dei ragazzi, che in tutti questi giorni se ne sono stati buoni buoni tra le quattro mura, senza subire apparenti scompensi, se si escludono alcuni brevi momenti di nervosismo, davvero pochi se commisurati al lungo periodo di reclusione forzata che stiamo vivendo.

Dal punto di vista dell'organizzazione casalinga, del resto, per noi oggi non è cambiato niente. I grandi lavorano, i giovani frequentano le lezioni online. Ma mia moglie questa mattina è andata a correre nel parco qui vicino, come faceva sempre prima dell'emergenza: ha incontrato tantissimi runners che probabilmente, come lei, non ce la facevano più a rinunciare alla sgambata quotidiana.


Un'occhiata ai numeri di oggi, con il confronto con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 211.938 (+1.221) / 210.717 (+1.389) / 209.328 (+1.900) / 207.428 (+1.965)
  • decessi totali: 29.079 (+195) / 28.884 (+174) / 28.710 (+474) / 28.236 (+269)
  • guariti totali: 82.879 (+1.225) / 81.654 (+1.740) / 79.914 (+1.665) / 78.249 (+2.304)
Tamponi effettuati: 37.631 (ieri erano stati 44.935). Persone in terapia intensiva: 1.479 (22 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 81.678 (ieri erano 81.436).

Lombardia
  • contagi totali: 78.105 (+577) / 77.528 (+526) / 77.002 (+533) / 76.469 (+737)
  • decessi totali: 14.294 (+63) / 14.231 (+42) / 14.189 (+329) / 13.860 (+88)
  • guariti totali: 26.504 (+133) / 26.371 (+225) / 26.146 (+10) / 26.136 (+387)
Tamponi effettuati: 7.978 (ieri erano stati 7.155). Persone in terapia intensiva: 532 (come ieri).



73° giorno - Domenica 3 maggio 2020

Ci siamo. Domani si parte con la Fase 2, quella che lentamente ci riporterà alla normalità. Tutti ne parlano, tutti non aspettano altro, finalmente si ritorna alla vita.

Sui giornali e nei telegiornali gli articoli e i servizi principali sono dedicati a quello che potremo e non potremo fare a partire da domani, mentre il numero dei contagiati e quello dei morti giornalieri è ormai relegato in secondo piano. Una condizione che ci aiuta a capire come può essere condizionato l'animo umano a seconda di come viene presentata la situazione.

Sono andato a ripercorrere la nostra storia recente e ho scoperto con stupore che il giorno in cui venne decretata la serrata totale, il 12 marzo scorso, c'erano stati 188 decessi. Erano considerati troppi per essere accettati passivamente, senza intervenire. È vero che si trattava di un dato in crescita, ma fa impressione a confrontarlo con quello di ieri: 192 decessi.

Con 188 si chiuse, con 192 si riapre. Giornali e televisioni, penso, dovrebbero mettere in evidenza questi due numeri per ricordare a tutti gli italiani che la Fase 2 non è la fine delle nostre privazioni, ma è l'inizio di una nuova vita che dovrà essere quanto mai responsabile e rispettosa delle nuove regole, se possibile anche più di quanto abbiamo finora fatto.

Che cosa potremo fare da domani? L'impatto più diretto su noi cittadini relegati in casa è il fatto che potremo uscire per incontrare gli ormai famosi "congiunti", comunque sempre e solo per motivi giustificati da necessità. Chi sono i congiunti, indicati nel DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 26 aprile 2020 l'ha spiegato lo stesso Governo:

"i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)".

Di tutto quello che l'applicazione del DPCM comporta – libertà di movimento, ripresa di molte attività economiche, commerciali e di ristorazione, restrizioni legate ai mondi della scuola, dello sport, degli eventi aperti al pubblico come concerti e appuntamenti culturali, modalità di fruizione del trasporto pubblico locale, ecc. – ci si chiede soprattutto questo: perché posso andare a trovare il mio affine di quarto grado (che forse non conosco nemmeno) e non la mia amica che abita a due isolati da me?

Ma è normale sia così, l'aspetto legato ai rapporti personali è uno di quelli che più sono stati toccati in queste settimane di reclusione forzata. Ci sono molte persone che abitano fuori dalla propria città che non hanno parenti o affini a portata di mano e che per questo rischiano di restare del tutto isolate. Una misura di questo genere, ci viene in mente, non permette nemmeno che nascano nuovi amori: o si ha già un legame stabile affettivo o niente. I giovani e meno giovani che avevano in mente di conquistare la compagna di banco, o il collega di lavoro dovranno rimandare i loro propositi alla fine dell'emergenza. Tra qualche mese, chissà se il sentimento sarà lo stesso...

Intanto a Milano alla nostra uscita di casa – con autocertificazione, perché l'uscita, non va dimenticato, deve essere sempre e comunque motivata – qualcosa di cambiato lo troveremo. Non osiamo pensare a quanto saranno intasate domani le strade, visto che i trasporti pubblici potranno trasportare un numero di persone pari al 25% rispetto a prima, come ha sottolineato il sindaco Beppe Sala. Potremo però godere delle piste ciclabili "volanti" disposte dal Comune in alcune parti della città, che ci invoglieranno, si spera, ad andare al lavoro o a svolgere le nostre attività usando la comoda e veloce bicicletta. Interessante sarà poi scoprire come il Comune di Milano avrà risolto il problema dell'utilizzo dei mezzi, per evitare pericolosi assembramenti.

A un giorno dalla riapertura, anche se parziale e vincolata, sono questi i pensieri che ci attanagliano:
  • visto che sono obbligatorie, potremo acquistare le mascherine senza problemi e a prezzi contenuti? Finora, nonostante i proclami di Governo e Regione Lombardia non si ha l'impressione che qualcosa sia cambiato rispetto a prima. 
  • perché non si parla più dei due strumenti che più di ogni altro ci potrebbero aiutare ad affrontare senza paure questa Fase 2: i test sierologici e l'app "immuni". Che fine hanno fatto? Perché sono improvvisamente spariti dalle pagine dei giornali e dai servizi televisivi?

Ecco i numeri di oggi, confrontati come sempre con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 210.717 (+1.389) / 209.328 (+1.900) / 207.428 (+1.965) / 205.463 (+1.872)
  • decessi totali: 28.884 (+174) / 28.710 (+474) / 28.236 (+269) / 27.967 (+285)
  • guariti totali: 81.654 (+1.740) / 79.914 (+1.665) / 78.249 (+2.304) / 75.945 (+4.693)
Tamponi effettuati: 44.935 (ieri erano stati 55.412). Persone in terapia intensiva: 1.501 (38 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 81.436 (ieri erano 81.808).

Lombardia
  • contagi totali: 77.528 (+526) / 77.002 (+533) / 76.469 (+737) / 75.732 (+598)
  • decessi totali: 14.231 (+42) / 14.189 (+329) / 13.860 (+88) / 13.772 (+93)
  • guariti totali: 26.371 (+225) / 26.146 (+10) / 26.136 (+387) / 25.749 (+416)
Tamponi effettuati: 7.155 (ieri erano stati 13.058). Persone in terapia intensiva: 532 (13 in meno rispetto a ieri). Persone in isolamento domiciliare: 29.785 (192 in più rispetto a ieri).


A Milano si sono registrati 41 nuovi contagi (ieri erano 115).




72° giorno - Sabato 2 maggio 2020

Siamo sempre più vicini a quello che molti interpretano come un "liberi tutti" ma che, attenzione, liberi tutti non sarà. Sì, certo, riapriranno molti negozi, potremo uscire di casa per andare a trovare i parenti e i congiunti – non ho nessuna intenzione di entrare nella discussione sulla valenza di questa parola, se n'è già parlato in abbondanza in tutti questi giorni –, potremo tornare in parte nei parchi, saranno consentite passeggiate anche non finalizzate alla spesa o al portare in giro il cane...

Ma la certificazione, a quanto pare, la dovremo sempre compilare. E le regole di convivenza saranno, come è giusto che sia, molto restringenti.

In fondo quello che è stato fatto finora da noi cittadini normali – intendo tutte le persone che non hanno un rapporto diretto con la lotta al Covid-19 – è stato abbastanza "facile". Abbiamo semplicemente dovuto non uscire di casa, se non in caso di bisogno. Una condizione anomala e difficile da gestire soprattutto sotto il profilo mentale – anche se per per molti si è trattato di una vera prigione – ma fino a questo momento ognuno di noi ha dovuto combattere una battaglia personale, al limite estesa al proprio nucleo famigliare, contro il virus.

Da lunedì 4 maggio tutto cambia. La battaglia non verrà più combattuta singolarmente, si entra in una fase in cui al fronte ci saremo tutti, anche se sempre meno degli operatori sanitari che continueranno a fare il loro prezioso e instancabile lavoro, perché i decessi sono ancora purtroppo molti.

La persona che gira per strada senza mascherina o con la mascherina indossata in modo errato (vediamo troppa gente che lascia fuori il naso), quella che sale sui mezzi pubblici senza guanti, quella che non rispetta la distanza di sicurezza, oltre a non combattere contro il virus da lunedì rappresenterà un potenziale nemico per il resto della cittadinanza. È una parola forse un po' troppo cruda, ma nella sostanza la questione è questa.

La fase 2 è molto più difficile da affrontare, richiede un rispetto per gli altri e per le regole base della convivenza sociale, modificate e rese più rigide in base alla situazione, che non sempre abbiamo riscontrato in tempi passati sui nostri marciapiedi, nelle strade, nei negozi, negli uffici pubblici e in tutti quei luoghi che prevedono contatti stretti tra le persone.

La vera prova per vedere se siamo un popolo civile sarà questa, lo scopriremo una volta di più a partire da lunedì 4 maggio.


Vediamo, come facciamo ogni sabato, la diffusione del coronavirus nel mondo, con il raffronto con i dati di sabato scorso, 25 aprile.



  1. USA (=)                   1.104.161 contagiati          erano 907.096           + 197.065
  2. Spagna (=)                 213.435 contagiati          erano 223.759              -10.324
  3. Italia (=)                207.428 contagiati       erano 192.994          + 14.434
  4. Regno Unito (+2)      178.685 contagiati           erano 149.554            + 29.131
  5. Francia (-1)                 167.305 contagiati          erano 159.952              + 7.353
  6. Germania (-1)            164.077 contagiati          erano 155.418              + 8.659
  7. Turchia (=)                  122.392 contagiati           erano 104.912           + 17.480
  8. Russia (+2)                  114.431 contagiati            erano 79.588            + 34.843
  9. Iran (=)                          95.646 contagiati             erano 89.328             + 6.318
  10. Brasile (+1)                   92.202 contagiati             erano 54.043            + 38.159
Seguono in classifica: Cina (83.959, +58!!!), Canada (56.343), Belgio (49.032), Perù (40.459), Olanda (39.989), India, Svizzera, Ecuador, Portogallo, Arabia Saudita.

Gli USA continuano a essere primissimi, i loro contagiati di questa settimana sono quasi come quelli di tutto il resto del mondo. Salgono in graduatoria Regno Unito, Russia e Brasile.

La Cina esce dai primi dieci, dalla classifica scompaiono la Svezia (è al 21esimo posto), il Giappone (29°) e la Corea del Sud (addirittura 35esima, come dimenticare che nelle prime settimane di diffusione era al nostro stesso livello).

Il segno meno davanti al dato della Spagna è strano, può darsi abbiano corretto qualche dato precedente. Per il resto l'impressione è che il numero dei contagi in Italia cresca ancora troppo, sopratttuto se confrontato con quello dei Paesi che dovrebbero rappresentare il nostro termine di confronto come Francia, Germania, Svizzera, Canada, Belgio, Olanda...


Questi, invece, i numeri di oggi, confrontati con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 209.328 (+1.900) / 207.428 (+1.965) / 205.463 (+1.872) / 203.591 (+2.086)
  • decessi totali: 28.710 (+474) / 28.236 (+269) / 27.967 (+285) / 27.682 (+323)
  • guariti totali: 79.914 (+1.665) / 78.249 (+2.304) / 75.945 (+4.693) / 71.252 (+2.311)
Lombardia
  • contagi totali: 77.002 (+533) / 76.469 (+737) / 75.732 (+598) / 75.134 (+786)
  • decessi totali: 14.189 (+329) / 13.860 (+88) / 13.772 (+93) / 13.679 (+104)
  • guariti totali: 26.146 (+10) / 26.136 (+387) / 25.749 (+416) / 25.333 (+304)
Il numero di decessi fa spavento, ma è stato sottolineato che quelli del giorno sarebbero in realtà "solo" 192, dato in calo rispetto ai giorni precedenti. Il dato così alto sarebbe dovuto a un numero di 282 decessi extraospedalieri avvenuti in Lombardia ad aprile e non registrati (ne facessimo una giusta...). I decessi effettivi quotidiani in Lombardia sarebbero dunque 47.

Sono diminuiti sensibilmente i tamponi effettuati in tutta Italia: 55.412, ben 18.796 in meno di ieri. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 1.539, 39 meno di ieri, quelle in isolamento domiciliare 81.808, 39 più di ieri.

Lombardia e Piemonte da sole hanno più della metà dei nuovi contagi (+54%). In Lombardia le persone in terapia intensiva sono ora 545 (8 in meno di ieri) e quelle in isolamento domiciliare 29.593. I tamponi effettuati sono stati 13.058 (ieri erano 13.701).



71° giorno - Venerdì 1 maggio 2020

Doppio sogno.

Dalla portineria ci avvisano: «C'è una lettera per voi». La solita multa? Scendo le scale con un umore che va dalla rabbia alla rassegnazione, ma quale sorpresa nello scoprire che si tratta di una comunicazione che ci invita a recarci nella scuola vicino a casa per ritirare le mascherine a noi riservate.

Nel giorno e all'ora stabilita mi reco nella scuola e il volontario, dopo neanche 5 minuti di attesa, mi consegna un pacco con scritto sopra il mio cognome. «In famiglia siete in quattro, giusto? Ecco qui, ci vediamo il prossimo mese».

Torno a casa tutto soddisfatto e fiero di appartenere a questo popolo così organizzato.

Fine del primo sogno.


Oggi è il 1° maggio, festa dei lavoratori. Un unico augurio: che tutte le persone che in questo momento non lavorano a causa del coronavirus possano presto ritrovare la loro occupazione e possano tornare a sostenere con dignità la loro famiglia.

Fine del secondo sogno.


Vediamo i numeri di oggi, confrontati con quelli dei tre giorni precedenti:

Italia 
  • contagi totali: 207.428 (+1.965) / 205.463 (+1.872) / 203.591 (+2.086) / 201.505 (+2.091)
  • decessi totali: 28.236 (+269) / 27.967 (+285) / 27.682 (+323) / 27.359 (+382)
  • guariti totali: 78.249 (+2.304) / 75.945 (+4.693) / 71.252 (+2.311) / 68.941 (+2.317)
Lombardia
  • contagi totali: 76.469 (+737) / 75.732 (+598) / 75.134 (+786) / 74.348 (+869)
  • decessi totali: 13.860 (+88) / 13.772 (+93) / 13.679 (+104) / 13.575 (+126)
  • guariti totali: 26.136 (+387) / 25.749 (+416) / 25.333 (+304) / 25.029 (+440)
Le persone ricoverate in terapia intensiva sono ora 1.578 (116 in meno rispetto a ieri). Sono stati effettuati 74.208 tamponi (ieri 68.456). Le persone in isolamento domiciliare sono 81.769 (ieri erano 83.504)

In Lombardia ci sono 42 persone in meno in terapia intensiva (ora sono 563). I tamponi effettuati sono stati 13.701 (ieri 11.048).


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