lunedì 2 luglio 2012

L'orgoglio invincibile
del buon vecchio Pirellone


Ci capita spesso di leggere – e di scrivere – di questioni attinenti alla Regione Lombardia. Questioni non sempre edificanti, viene da dire, ma per una volta non è questo il nocciolo della questione.

E' un discorso molto più terra a terra, quello che qui vogliamo affrontare, e riguarda l'uso delle parole da parte dei giornalisti. Sempre alla ricerca della brevità, dell'immediatezza di quanto da loro riportato, ai giornalisti piace parlare e scrivere per formule, per simboli. Uno di questi riguarda, da lunghi anni, il grattacielo ex Pirelli, che dal 1978 è di proprietà della Regione Lombardia, che ne ha fatto la sua principale "casa" fino a quando il presidente Roberto Formigoni non ha deciso di innalzare un palazzo molto più alto (161,3 metri contro i 127 metri del Pirelli) per farne la sede centrale dell'ente amministrativo.

Progettato da Giò Ponti
e innalzato nel 1961

Il Pirellone, questo è il nome con cui viene indicato, in gergo, il palazzo che per tanti anni ha ospitato gli uffici dell'ente regionale. Termine che è divenuto nel tempo anche sinonimo di Regione Lombardia, intesa come ente: "Il Pirellone, oggi, ha deciso...", "Le indicazioni provenienti dal Pirellone...", "Il Pirellone decimato dagli avvisi di garanzia...". Sempre lui protagonista, il grigio ma amato grattacielo milanese costruito nel 1961 su progetto di Giò Ponti, chiaro esempio – dicono gli esperti – di Razionalismo italiano, che nel 2002 fu anche tragicamente sventrato dall'aereo guidato dall'italo-svizzero Luigi Fasulo.

Una vecchia e rispettata presenza per i milanesi, che negli intendimenti del presidente Formigoni doveva essere soppiantata dal nuovissimo e fiammante Palazzo Lombardia, il secondo grattacielo più alto d'Italia, battuto solo da quello che sta per essere ultimato nella vicina zona di Porta Garibaldi. Per sceglierne il nome era stato anche lanciato sul sito della Regione un concorso attraverso il quale i cittadini lombardi erano invitati a indicare il nome preferito, così da potergli attribuire, a conti fatti, quello più amato da tutti. Alla fine su tutti è prevalso il semplice quanto didascalico Palazzo Lombardia (noi, nel nostro piccolo, avevamo proposto "Il Formigone", ma non siamo stati presi troppo sul serio...).

Il nuovo Palazzo Lombardia
è costato 400 milioni di euro

Tutti sforzi inutili. Sui giornali, nelle cronache, nei tribunali, si continua a utilizzare il nome Pirellone per indicare la Regione. Il buon vecchio e orgoglioso Pirellone, dunque, ha sempre e comunque la meglio sul più giovane e prepotente fratellone che, seppur sede degli uffici del presidente, della giunta e di tutti gli assessori regionali, è costretto suo malgrado ad avere un ruolo marginale nell'immaginario collettivo dei milanesi e dei lombardi in genere.

Sì, un ruolo marginale... e pensare che è costato la bellezza di ben 400 milioni di euro. Tutti prelevati naturalmente, in un modo o nell'altro, dalle tasche dei contribuenti...


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