martedì 22 ottobre 2013

In questo giorno triste e grigio

Mia madre non c’è più, ormai da tanti anni. Oggi sono 14. Ho mille ricordi di quella donna – che strano parlare così di mia madre... – all’apparenza dura e capace di avere sempre tutto sotto controllo e invece nella realtà tanto fragile e spesso bisognosa di essere tranquillizzata.

Ho mille ricordi, dicevo, ma ce n’è uno che nella mia mente emerge più di tutti gli altri.

Sono seduto alla mia scrivania, in camera. Lei è uscita, a fare compere o cos’altro non so. Eccola che torna: lo capisco dal portoncino che si apre, in fondo alla scala – abitiamo al primo piano – e dal passo affrettato che sale le scale. Sì, perché mia madre non sale mai le scale come fanno tutti, con calma e un gradino per volta. Quando è sola lei corre, in salita, quasi si tratti di vincere una sfida con se stessa, quasi sia impegnata in una gara.

Non so, in verità, se sale due gradini per volta, forse no, ma è certo che quelle due rampe di scale le percorre veramente in un baleno.
Mi piace e mi diverte questo suo comportamento e sto dietro la porta, senza che lei lo sappia, ad ascoltarla: me la immagino ancora bambina a saltare la corda o a scommettere con le amiche che arriverà per prima a toccare il muro in fondo al cortile.

È stato così che mi sono reso conto che per lei il tempo stava passando. La corsa si è fatta sempre più lenta, negli anni, e un giorno invece di sentire le sue scarpe col tacco salire frenetiche, gradino dopo gradino, ho sentito un suo grido di dolore per la caduta. È stata, quella, l’ultima volta che ho pensato con tenerezza a mia madre, come fosse ancora una bambina giocosa. Mentre, ferita a un ginocchio, l’aiutavo a salire penosamente gli scalini che ancora mancavano alla porta di casa, ho capito che da quel momento non ci sarebbero più state corse precipitose né momenti di gioco per lei.

Una canzone per lei

Oggi, in questo giorno triste e grigio, mi piace ricordare mia madre che non c'è più con una canzone che le piaceva molto. Me l’aveva confidato lei, un pomeriggio di tantissimi anni fa. Io ero un adolescente che, come tanti adolescenti fanno, quando ero a casa me ne stavo quasi sempre rintanato in camera ad ascoltare musica, spesso ad alto volume. Lei e mio padre molte volte bussavano alla porta per chiedermi, anzi intimarmi, di abbassare. Ma quella volta mia madre entrò in camera mia per dirmi che quella canzone le piaceva. Chissà, forse l’aveva sentita tanti anni prima, visto che quella di Neil Young è una cover di una vecchia canzone dei primi Anni ’60.

Fatto sta che non era mai successo prima, e non sarebbe mai più successo dopo, che mia madre mostrasse apprezzamento per la "mia" musica. Perciò questa canzone, che si intitola "Four Strong Winds" e che da allora trovo anch'io bellissima, oggi è tutta dedicata a lei.





Neil Young (con Willie Nelson) – "Four Strong Winds" 
(Live at Farm Aid 1995)


E chiedo scusa se per una volta non ho parlato di Milano...

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