martedì 27 marzo 2012

Corribblica, anzi Repubbliere

E' lecito aspettarsi qualcosa di più dai siti di Corriere della Sera e Repubblica, i due maggiori quotidiani nazionali?

Verrebbe da dire di sì, mettendo a confronto i due articoli apparsi oggi sulle pagine online milanesi dei due giornali, dedicati allo sciopero dei lavoratori di Linate e Malpensa. Articoli, va sottolineato, posizionati in apertura di pagina, quindi da entrambe le redazioni considerati quelli più importanti del momento.

Leggiamo le prime righe dei due articoli, con una certa sorpresa.


L'articolo di Corriere.it

Sono diversi i voli annullati a Linate e Malpensa a causa dello sciopero di quattro ore, dalle 11 alle 15, indetto dai sindacati contro l'ipotesi che il Comune venda un nuovo pacchetto azionario della società che gestisce i due scali, dopo il 29,75% ceduto al fondo F2I. A Linate per circa mezz'ora è stato bloccato l'accesso all'aeroporto da viale Forlanini in entrambe le direzioni, poi i circa 500 lavoratori che protestano, diversi con cartelli con lo slogan «Giù le mani dalla Sea», si sono spostati alle partenze. Anche a Malpensa è stato bloccato l'accesso al Terminal 1.

L'articolo di Repubblica.it

Sono numerosi i voli annullati a Linate e Malpensa a causa dello sciopero di quattro ore, dalle 11 alle 15, indetto dai sindacati contro l'ipotesi che il Comune di Milano venda un nuovo pacchetto azionario di Sea, la società che gestisce i due scali, dopo il 29,75 per cento ceduto al fondo F2i di Vito Gamberale. A Linate per circa mezz'ora è stato bloccato l'accesso all'aeroporto da viale Forlanini in entrambe le direzioni, poi i circa 500 lavoratori che protestano - in tanti con cartelli con lo slogan 'Giù le mani dalla Sea' - si sono spostati alle partenze. Anche a Malpensa è stato bloccato l'accesso al Terminal 1.

La scelta di condividere i giornalisti?

Non sarà forse che – in un momento come questo, di grande crisi dell'editoria – i due colossi dell'informazione hanno operato la grande scelta responsabile di condividere i giornalisti? O che forse, più probabile ancora, abbiano capito che per copiare per filo e per segno un'agenzia si possa anche fare a meno dei giornalisti stessi? Ah, saperlo... 

E comunque, tanto per non farci mancare niente, guardiamo lo stesso articolo riprodotto dalla pagina di Milano del sito del Giorno, quotidiano con una certa diffusione, soprattutto a Milano e dintorni:


L'articolo del Giorno.it

Sono diversi i voli annullati a Linate e Malpensa a causa dello sciopero di quattro ore, dalle 11 alle 15, indetto dai sindacati contro l'ipotesi che il Comune venda un nuovo pacchetto azionario di Sea, la società che gestisce i due scali, dopo il 29,75% ceduto al fondo F2I. I lavoratori di Sea hanno avvisato: "'Ora aspettiamo. Sta a Comune e Provincia dire se vogliono aprire una discussione vera o si va avanti così, ma è chiaro che se non ci saranno risposte andremo avanti con gli scioperi". A Linate per circa mezz'ora è stato bloccato l'accesso all'aeroporto da viale Forlanini in entrambe le direzioni, poi i circa 500 lavoratori che protestano, diversi con cartelli con lo slogan 'Giù le mani dalla Sea', si sono spostati alle partenze. Anche a Malpensa è stato bloccato l'accesso al Terminal 1.

Vabbè, ma allora ditelo...


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giovedì 15 marzo 2012

Cantava le canzoni della "mala"

La signora Rosanna se n'è andata. In silenzio, questa volta, sorprendendo tutti. Già, perché la signora Rosanna era conosciuta da tutti i condomini del palazzo di ringhiera in cui viveva come la più grande rompiscatole del mondo. Ce l'aveva sempre con tutti, a volte passava intere giornate a sbraitare e a gridare contro il mondo e soprattutto con i condomini del suo palazzo, che "non capivano un c..." e giù a urlare giaculatorie. Ce l'aveva soprattutto con i "laureati", quando era arrabbiata, diceva che da loro si aspettava di più, perché hanno studiato, e invece erano ancora piu "c... oni" degli altri, e giù altre giaculatorie.

Qualcuno diceva che era pazza, e forse aveva ragione. Sicuramente era povera, dignitosamente povera. Insieme al suo compagno, lei lo chiamava "il professore", aveva da tempo rinunciato al riscaldamento. L'inverno lo passavano a raccogliere le cassette di legna lasciate sui marciapiedi dopo i mercati, per bruciarle nella loro piccola stufa. Chissà, forse raccoglievano anche resti di cibi avanzati. Il frigorifero, mi aveva detto una volta, in fondo è inutile, d'inverno. E infatti sul loro davanzale, dietro un'imposta che non veniva mai aperta, c'era sempre un panetto di burro e un sacchetto con un po' di verdura. A volte veniva il dubbio che avessero rinunciato anche all'acqua corrente. A intervalli regolari sul pianerottolo comparivano mobili d'epoca, prima che qualcuno venisse a prenderseli. La loro casa era ormai quasi vuota, l'unica cosa che era rimasta era il pianoforte, che la signora Rosanna a volte suonava anche in piena notte, sollevando le proteste dei vicini.

La signora Rosanna e il "professore"

La signora Rosanna e il "professore" erano due persone affascinanti: dal loro aspetto, dal loro portamento traspariva un passato misterioso, fatto di chissaché. Di lui lei raccontava appartenesse a una famiglia ricchissima, di Genova e che fosse così, magro e un po' assente, dopo avere convissuto per anni e anni con un tremendo esaurimento nervoso. Lei, invece, era stata sposata e aveva una figlia e aveva vissuto alla grande fino a quando aveva incontrato il professore, se n'era innamorata e aveva deciso di ritirarsi a vita povera, per stare al suo fianco.

Qualcuno diceva che era matta, e forse lo era per davvero. Alternava momenti di grande rabbia, che sfogava sul povero "professore" e, d'estate, quando le finestre sono aperte, su tutto il palazzo, a momenti di pura euforia e di lucidità. Con lei, in questi momenti, era piacevole chiacchierare, sulla ringhiera, fumando una sigaretta. Aveva un suo modo di vedere le cose forse un po' slegato dalla realtà ma, come spesso accade a queste persone, sapeva guardare anche nel profondo, non si fermava alla superficie.

Se ne è andata, in silenzio

Ora la signora Rosanna se n'è andata, in silenzio, sorprendendo tutti. E il Professore, nessuno sa che fine abbia fatto. Qualcuno dice che sia tornato a casa dei suoi fratelli, che sono rimasti ricchi, altri che sia stato ospitato dalla figlia della signora Rosanna. Noi speriamo di poterlo reincontrare, un giorno, con la sua gentilezza e il suo cagnolino spelacchiato, e di sentirci chiedere: «Che cosa ha fatto oggi il Milan?» come sempre faceva.

La cosa che non sentiremo mai più, di sicuro, sarà invece la voce della signora Rosanna che, nei suoi momenti migliori amava ascoltare la musica ad alto volume, cantandoci sopra a squarciagola. Non so se avesse un lettore cd, o un mangianastri o un vecchio giradischi. Ma so che da quella finestra, nella stagione calda, usciva tutta la Milano del passato, di quel passato che ormai per lei era solo un ricordo lontano. La Milano della Vanoni, di Jannacci, di Giorgio Gaber, di Nanni Svampa...

Ricordo come fosse ora una sua bellissima interpretazione di "Sono una donna non sono una santa...", con la sua voce perfettamente sovrapposta a quella di Rosanna Fratello. Conosceva tutte le canzoni della "mala" e cantandole, ne sono sicuro, si risentiva viva e spensierata.

Ecco, noi la vogliamo ricordare proprio così, viva e spensierata.




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giovedì 1 marzo 2012

Lucio Dalla e Milano

Milanau è un blog che parla di cose di Milano, può apparire quindi strano che si faccia un'eccezione così clamorosa in occasione della scomparsa di Lucio Dalla, artista più bolognese di ogni altro bolognese, simbolo di quella città (oltre che della musica cosiddetta "leggera" italiana). Però è difficile per me non parlare di Dalla, un cantante e musicista che – come immagino molti altri della mia generazione e anche di quelle precedenti e di quelle successive – ho amato molto.

E allora mi viene in mente che uno dei suoi dischi che più ho ascoltato è stato anche il primo che ho acquistato, in assoluto: quel "Lucio Dalla" che, insieme al seguente "Dalla", credo abbia cambiato la musica italiana a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Era una cassetta, quella da me comprata nel 1979, in un negozio di Pavia (è stato solo un caso fossi lì, che strano ricordarlo oggi). O, meglio, era una musicassetta, come si diceva a quei tempi. L'ho ascoltata sul mio mangianastri Grundig fino a consumarla e oggi, già da tempo, è stata sostituita da un ormai anche lui antiquato ma comunque sempre eterno cd

Così, mi sovviene anche che in quella cassetta era presente, tra un "Anna e Marco", una "Settima luna", una "Stella di mare", un "Cosa sarà" e un "Un anno che verrà", un tributo a Milano, ironico e passionale, nello stile che era proprio di Dalla.

E questo mi rende felice, perché così posso ricordarlo anche su Milanau, che è un blog che parla solo di cose di Milano, senza correre il pericolo di andare fuori tema.


MILANO
(Lucio Dalla)

Milano vicino all'Europa
Milano che banche che cambi
Milano gambe aperte
Milano che ride e si diverte
Milano a teatro
un olè da torero
Milano che quando piange
piange davvero
Milano Carabinieri Polizia
che ti guardano sereni
chiudi gli occhi e voli via
Milano a portata di mano
ti fa una domanda in tedesco
e ti risponde in siciliano
poi Milan e Benfica
Milano che fatica
Milano sempre pronta al Natale
che quando passa piange
e ci rimane male
Milano sguardo maligno di Dio
zucchero e catrame
Milano ogni volta
che mi tocca di venire
mi prendi allo stomaco
mi fai morire
Milano senza fortuna
mi porti con te
sotto terra o sulla luna
Milano tre milioni
e il respiro di un polmone solo 
che come un uccello
gli spari lo manchi 
riprende il volo
Milano lontana dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero
Milano tre milioni
e il respiro di un polmone solo
che come un uccello
gli spari lo manchi 
riprende il volo
Milano perduta dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero.


Au revoir, Lucio! 



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